Tra sapori, arte e memoria: la 27ª edizione celebra le radici e l’identità di un popolo

Scisciano, 22 Ottobre – L’attesa è finita. Le vie del borgo di San Martino si preparano ad accogliere, anche quest’anno, uno degli appuntamenti più amati dell’autunno campano: la Sagra della p’zzetta di vino cotto, giunta alla sua ventisettesima edizione. Un evento che non è soltanto una festa di piazza, ma un rito di comunità, un abbraccio collettivo attorno a un sapore antico che racconta secoli di storia, di gesti, di memoria condivisa. Dal 7 all’11 novembre, il borgo tornerà a vestirsi di luci, suoni e profumi, rievocando il tempo in cui il vino cotto e le noci erano simboli di festa, di lavoro e di legami familiari.

Il programma, come sempre, è ricchissimo e capace di unire gastronomia, cultura e spettacolo. Gli stand offriranno un menù variegato e genuino: pasta e patate sfritta, boscaiola, pizza fritta, carne arrostita, baccalà e papaccelle, oltre a panini con salsiccia, porchetta e contorni. Ma la regina indiscussa resta lei: la p’zzetta di vino cotto, dolce simbolo della festa e autentico emblema della civiltà contadina locale.

Grande novità di quest’anno sarà la giornata di domenica 9 novembre, quando gli stand gastronomici apriranno già alle ore 10:30 e resteranno attivi fino ad esaurimento scorte, offrendo così l’opportunità di vivere la sagra anche a pranzo, in un’atmosfera di condivisione e spensieratezza.

“Siamo fieri di invitare tutti a partecipare numerosi alla 27ª edizione della Sagra della p’zzetta di vino cotto – dichiarano i responsabili dell’Associazione Culturale San Martino –. Quest’anno, oltre agli immancabili appuntamenti serali, vogliamo offrire la possibilità di trascorrere insieme anche la domenica, tra gusto, musica e convivialità.”

Come da tradizione, la sagra sarà anche un palcoscenico d’arte e creatività. Per tutta la durata dell’evento sarà visitabile la mostra d’arte contemporanea curata da Giuseppe Moscato, con opere di Nunzio Meo, Gianfranco Coppola, Anna Colmayer, Patrizia Di Gennaro, Anna Maria Vallario e Diana D’Ambrosio.

Il 7 e l’8 novembre, il borgo si animerà con musica popolare, artisti di strada e performance suggestive. Sabato 8 novembre, alle ore 20:30, appuntamento con “Cesello e percussioni”, una performance che vedrà protagonisti il maestro Gianfranco Coppola e il percussionista Peppe Tufano, in un dialogo sonoro tra arte e materia.

L’edizione di quest’anno si arricchisce di un momento speciale: domenica 9 novembre, a partire dalle ore 11:00, prenderà il via “Ti guido nel Borgo”, una visita guidata ideata dall’Associazione Culturale San Martino, un’iniziativa pensata per gli alunni dell’Istituto Comprensivo Omodeo-Beethoven di Scisciano. I ragazzi del’Omodeo-Beethoven hanno partecipato, a tal fine, a lezioni sulle tecniche comunicative inerenti la professione della Guida turistica. Un’occasione per scoprire i cortili, i racconti di un tempo, la Chiesa di Santa Maria della Cuna e le tante curiosità che rendono unico il borgo di San Martino. A seguire l’esibizione “Radici in Danza” a cura dell’Associazione Culturale San Martino con le coreografia di Sara Pelliccia.

Sempre in ambito educativo, il 6 novembre alle ore 19:30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria della Cuna, andrà in scena “‘O Canistro per San Martino”, una rappresentazione inedita nata dal laboratorio curato da Antonio Mucerino, Pietro Esposito, Francesco Strocchia, Giovanna Napolitano e Tonia De Caro, con la collaborazione dei docenti Giusy La Rezza, Giovanna Menditti e Carmela Brachi.

Un momento di teatro popolare che unisce tradizione, scuola e comunità, con i giovani protagonisti a interpretare la voce viva della memoria. La Sagra della p’zzetta di vino cotto non è soltanto un appuntamento gastronomico: è un atto d’amore verso la propria terra. In un’epoca in cui le radici rischiano di sbiadirsi nella velocità del presente, questa festa diventa un baluardo di identità, un luogo simbolico dove la memoria si fa presente e il presente si apre al futuro.

Quel dolce dal sapore intenso, preparato con vino cotto e noci, racchiude la sapienza di generazioni e la forza di una comunità che non ha mai smesso di riconoscersi nei suoi gesti più semplici: impastare, condividere, accogliere. Ogni anno, la Sagra rinnova il miracolo della continuità: un popolo che celebra se stesso non per nostalgia, ma per consapevolezza. Perché difendere una tradizione non significa custodirla come un reperto, ma viverla come un bene comune, capace di parlare ancora, di insegnare ancora, di unire ancora. E a Scisciano, nelle strade e nei vicoli di San Martino, tra il profumo del vino cotto e la voce allegra dell’antico borgo, la memoria non è mai passata — è semplicemente di casa.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.