I genitori, insospettiti dai segni sul corpo e dai cambiamenti nel comportamento del figlio, avrebbero nascosto un piccolo registratore nei suoi pantaloni. Gli audio sono stati consegnati ai carabinieri. Il bambino frequentava la quarta elementare

Napoli, 3 Settembre – Lividi, graffi sulla schiena e segni che sembravano riconducibili anche a morsi. Poi un cambiamento nel comportamento del bambino, diventato, secondo il racconto dei familiari, più aggressivo una volta rientrato a casa da scuola. Sono gli elementi che hanno spinto i genitori di un alunno di nove anni, affetto da una grave forma di disturbo dello spettro autistico, a presentare una denuncia ai carabinieri per fare luce su quanto sarebbe accaduto all’interno di un istituto scolastico di Scampia.

All’epoca della querela il bambino, che chiameremo Mario per tutelarne l’identità, frequentava la quarta elementare. I primi sospetti della famiglia sarebbero nati nell’ottobre precedente alla denuncia, quando i genitori avevano iniziato a notare una serie di comportamenti insoliti al ritorno da scuola.

A preoccupare maggiormente la famiglia erano però i segni riscontrati sul corpo del figlio. Lividi, graffi nella zona della schiena e altre lesioni sono stati fotografati dai genitori e la documentazione è stata successivamente consegnata ai militari dell’Arma. Le ecchimosi sono state inoltre refertate all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli.

Quando mamma e papà avevano chiesto spiegazioni alla scuola, secondo quanto riferito nella denuncia, sarebbe stato loro risposto che quelle lesioni erano state provocate dallo stesso bambino.

Una versione che non avrebbe convinto i genitori. Non potendo ottenere dal figlio, a causa delle sue condizioni, un racconto preciso di quanto accadesse durante le ore trascorse in classe, la madre avrebbe deciso di nascondere un piccolo registratore nell’elastico dei pantaloni del bambino.

Una volta ascoltati i file audio registrati durante la permanenza a scuola, i timori della famiglia sarebbero aumentati. Secondo quanto sostenuto dai genitori nella denuncia presentata ai carabinieri, dalle registrazioni emergerebbero elementi ritenuti compatibili con presunti maltrattamenti ai danni del bambino. Le contestazioni della famiglia riguarderebbero, in particolare, il comportamento dell’insegnante di sostegno.

Si tratta, allo stato, di circostanze contenute nella denuncia e che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto delle garanzie previste per tutte le persone coinvolte.

A circa un anno dai fatti, i genitori del bambino si sono affidati all’avvocato Francesco Petruzzi per seguire la vicenda e chiedere che venga fatta piena luce su quanto sarebbe accaduto all’interno dell’istituto scolastico.

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