La Sangennarese compie 110 anni: un libro racconta generazioni, cimeli e memoria

San Gennaro Vesuviano, 3 Ottobre – Presentato durante la 413ª Fiera il volume monumentale di 228 pagine che racchiude un secolo di storia biancorossa. In copertina una maglia degli anni ’50 Non è solo un libro di calcio. È un atto d’amore, di memoria e di appartenenza. Si intitola “Dagli Audaci ai Millennials – 1916-2026 Sangennarese Calcio, Una storia lunga 110 Anni”, è edito da Michelangelo 1915 Editore, finito di stampare nel luglio 2026, e racchiude tutto. Il volume definitivo, quello con il patrocinio del Comune di San Gennaro Vesuviano e del Comitato Fiera, con i contributi fotografici di Sangennarese Calcio Storia e Memoria e Thermo Studio e un ringraziamento speciale allo storico del calcio campano Chrystian Calvelli per il suo straordinario archivio.

Un lavoro nato davanti a un caffè quattro anni fa, scritto a sei mani da tre sangennaresi che la Sangennarese la vivono dentro: Antonio Claudio Catapano (San Gennaro Vesuviano, 27.11.1987), Avvocato, già segretario della Sangennarese e addetto stampa della Palmese, giornalista per Il Mattino e Metropolis, custode di oltre 30 anni di foto e video del calcio vesuviano. Ha contribuito al riassetto del 2011 e alla rifondazione del 2022. Francesco Iervolino (18.11.1973), giornalista dal 2001, capo-redattore de “Il Pappagallo” di Michelangelo 1915 Editore, ha lavorato per Giornale di Napoli, Radio Punto Zero e Napoli Tv, seguendo sempre la squadra del suo paese d’origine. Sabatino Nunziata (05.03.1988), docente di Enogastronomia, già dirigente della Sangennarese, il vero custode storico del club, che ha messo a disposizione il suo vastissimo archivio di cimeli, foto e documenti inediti, ricercati anche nelle emeroteche di Napoli.

Dalle prime pagine parlano le istituzioni. Il Sindaco Agostino Torino: “Il ruolo di Sindaco l’ho sempre considerato una missione speciale. San Gennaro Vesuviano vanta una storia di oltre quattro secoli, segnata dall’operosità di una comunità che, dall’autonomia comunale del 1841, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento socio-culturale. In questo cammino, un posto di rilievo spetta alla nostra squadra di calcio: la Sangennarese. La sua storia è indissolubilmente legata al cuore pulsante del paese: i primi calci al pallone, che diedero vita all’Audace, risuonarono proprio nella nostra piazza principale, rendendo il calcio non solo uno sport, ma un vero e proprio patrimonio collettivo”.

La Consigliera delegata alla Cultura Maddalena La Marca: “Questo libro non racconta soltanto le vicende di una squadra di calcio, ma custodisce una parte importante della storia della nostra comunità. La Sangennarese è molto più di una società sportiva: è simbolo di appartenenza. Un patrimonio di valori che continua ad unire giovani e adulti nel nome dello sport e del campanilismo”. Il Consigliere delegato a Sport e Tempo Libero Carmine Moccia: “Celebrare i 110 anni significa rendere omaggio a una parte importante della storia di San Gennaro Vesuviano. Il calcio, come ogni autentica espressione sportiva, non è soltanto competizione: è appartenenza, condivisione, sacrificio e crescita”. La Presidente del Comitato Fiera Matilde D’Ascoli: “Custodire centodieci anni di storia calcistica in un libro significa raccontare non solo una squadra, ma l’anima stessa della nostra comunità. Ringrazio il Sindaco Torino per avermi affidato l’onore di celebrare questo traguardo. La Sangennarese è un filo rosso che unisce generazioni”.

A rendere eterna l’opera, la prefazione di Michele Nappi. Dalla telefonata della sorella Silvana, al ricordo del padre negli anni ’30 con la maglia rossa, alle trasferte negli anni Sessanta con sei persone in una macchina. Poi il racconto diventa leggenda: il servizio militare a Nocera Inferiore, le pulizie in caserma, la fuga al mare a Vietri con la 500, l’incontro con Piero Santin che lo portò alla Palmese e poi in Serie C. Il Sorrento e l’aiuto del Comandante Achille Lauro, la chiamata del Perugia,la Serie A conquistata imbattuti nell’82-83, la Coppa Italia con la Roma nell’84 e la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool, persa ai rigori.

E il ricordo più dolce: “Nei miei pensieri si rincorrevano le immagini di quando giocavamo in piazza Margherita con due pietre a delimitare la porta, a quando andavamo ad allenarci sul campo di Massitello nella frazione Sommesi, ai miei idoli, i fratelli Vincenzo e Luigi Nappi” Nel libro tutto: dalle origini nel 1916 in piena guerra, alle partite senza scarpe, senza arbitri, con solo la passione. L’evoluzione dei Loghi: solo dal 1988/89 con la presidenza Francesco Cozzolino, il logo ispirato allo stemma comunale con il Vesuvio, San Gennaro e le due ampolle del suo sangue miracoloso, e il drago rosso. Fino al nuovo logo 2026-2027 per i 110 anni”. E poi l’Epilogo, che è un inno:“Ci sono storie che si leggono. E poi ci sono storie che si vivono. Quella della Sangennarese non è mai stata soltanto una squadra di calcio. È stata una voce. Un battito. Un punto fermo. Era il 1916 quando tutto ebbe inizio. Non c’erano stadi, non c’erano maglie numerate. C’era una guerra in corso e c’era un paese che cercava di restare unito. E allora bastava un pallone, uno spazio di terra, una piazza.” “La Sangennarese è sopravvissuta a tutto. Alle guerre. Alle difficoltà del dopoguerra. Alle partenze. Alle sconfitte, a volte più dure delle vittorie. E ogni volta è tornata. Perché questa non è solo una squadra. È appartenenza. Non si tifa soltanto. Si appartiene.”

Il libro è dedicato a chi ci ha lasciato: al Maestro Luca Caliendo, a Mario Nusco, a Francesco Parisi,ai cuori del Regime Biancorosso Gaetano e Ciro, ai giovani Michele e Carmine (Pipù). E come dicono gli autori: “La vera forza non si misura in cosa vinci, ma in cosa proteggi”. E questo libro protegge 110 anni. Finché ci sarà qualcuno disposto a rincorrere un pallone in questa terra, la Sangennarese non smetterà mai di esistere. 110 anni di fiera identità. Auguri alla Sangennarese!

Filomena Carrella

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