San Paolo Bel Sito, 20 Novembre – Una tragedia familiare ha sconvolto ieri San Paolo Bel Sito, piccolo comune dell’area nolana, dove un giovane di 25 anni, Vincenzo Riccardi, ha ucciso la sorella Noemi, di 23 anni, colpendola con numerosi fendenti. È stato lui stesso a chiamare i carabinieri subito dopo l’aggressione, dichiarando di essere stato travolto da un “raptus di follia”. In quei minuti drammatici ha anche effettuato una videochiamata alla madre, mostrando il corpo senza vita della ragazza.

Quando i militari sono arrivati nell’appartamento, si sono trovati davanti la scena già descritta dal giovane al telefono. La vittima presentava diverse ferite da arma da taglio, inferte con un coltello da cucina che gli investigatori hanno recuperato ancora sporco di sangue.

Secondo le prime ricostruzioni, Noemi sarebbe stata colpita da sei o sette coltellate, ma il numero esatto delle ferite potrà essere stabilito soltanto dall’autopsia disposta dalla Procura di Nola. Le indagini sono coordinate dalla pm Antonella Vitagliano, che sta ricostruendo le ultime ore della giovane e la dinamica dell’aggressione.

I due fratelli, disoccupati, vivevano con la madre, che al momento del fatto era fuori casa per lavoro. Dai primi riscontri emerge che i litigi tra i due fossero frequenti: i vicini hanno riferito ai carabinieri di discussioni spesso animate, anche se non risultano denunce formali o segnalazioni precedenti alle forze dell’ordine.

Resta da chiarire cosa abbia trasformato l’ennesimo diverbio in un gesto estremo. Entrambi i ragazzi erano seguiti da un centro di salute mentale a Nola, un elemento che gli inquirenti stanno valutando per comprendere il quadro complessivo della situazione familiare.

Il 25enne è stato condotto nella caserma dei carabinieri per essere interrogato. Il suo racconto, insieme agli accertamenti in corso, dovrà aiutare gli investigatori a fare piena luce su un episodio che ha lasciato sgomento l’intera comunità di San Paolo Bel Sito, colpita dalla violenza e dalla giovane età dei protagonisti di questa vicenda.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.