Piazza Primavera ore 20.00: Pomigliano scende in piazza con gli attivisti
Pomigliano d’Arco, 21 Luglio – Stasera tutti a piazza Primavera per verità e giustizia sulla morte di Fakir Abderrahim, avvenuta per mano di due agenti. Fakir viveva in Italia da quando aveva 7 anni. Ucciso perché sottoposto a un fermo a causa di un problema di salute, una crisi psichica che imporrebbe cure, non morte. Pomigliano scende in piazza con gli attivisti. Ucciso perché sottoposto a una manovra che per minuti e minuti ha compresso il suo torace, il suo collo e la sua testa sull’asfalto bollente. Ucciso e tenuto fermo fino all’asfissia mentre era già ammanettato e implorava aiuto. Ucciso senza nessun intervento dei sanitari presenti. Un uomo che aveva dei precedenti si, ma avere un precedente può giustificare essere uccisi se sottoposti a un fermo? Un uomo buono, un uomo che oggi lavorava e dirigeva un’azienda.
Un uomo ucciso da due inetti, da due persone che hanno macchiato la divisa che tanti con disciplina e onore indossano (con mille sacrifici e stipendi bassissimi ma con profondo spirito dello Stato), inadatti a rivestirla perché incapaci di rispettare un protocollo basilare e semplice e cioè che qualora il soggetto sottoposto a fermo mostri segni di malessere, bisogna allentare immediatamente la presa, posizionarlo su di un fianco, verificare che sia nella condizione di respirare regolarmente e richiedere l’intervento del personale sanitario Una divisa che andrebbe associata allo Stato e alle sue leggi, a capacità e preparazione, non a violenza e abusi, non a dilettantismo e improvvisazione. Non si può giustificare tutto questo. Non si può dire che la necessità di fermo a chi oppone resistenza significhi uccidere.
Non si può giustificare l’omicidio di Stato. Perché lo Stato è Giustizia non vendetta; la sicurezza è necessaria ed è giusto pretenderne di più ma non può voler dire poter morire a causa di un fermo, in questo Paese è già successo troppe volte che si sia morti mentre si era tra le mani delle forze dell’ordine, ed è arrivato il momento che non accada più. Perché la legge non è solo non rubare ma anche tutto quello che tutela la dignità e la vita umana. E nel nostro Paese la legge, la Costituzione, dicono una cosa molto semplice: la forza pubblica serve a proteggerci non a uccidere, la Giustizia si fa nei tribunali e la pena di morte non è consentita.
Anita Capasso
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