Un evento prestigioso, di altissimo respiro culturale, che porta il grande segno dell’arte italiana nel cuore di Parigi.
Napoli, 28 Aprile – Un evento prestigioso, di altissimo respiro culturale, che porta il grande segno dell’arte italiana nel cuore di Parigi. In occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, fiore all’occhiello della nostra diplomazia culturale nel mondo e da sempre ponte tra Italia e Francia, presenta “Ceccotti – Passeretti. Métaphysique du temps / Metafisica del tempo”, una mostra dedicata a due maestri assoluti della pittura italiana contemporanea: Sergio Ceccotti e Umberto Passeretti.
Un progetto ambizioso, curato da Antonio Calbi e Andrea Iezzi, con un testo in catalogo della storica dell’arte Julie Borgeaud, che vuole far conoscere sempre di più l’arte italiana proprio in una terra come la Francia, da sempre amante della cultura e della grande arte.
L’appuntamento:
Vernissage: Giovedì 10 settembre 2026 alle ore 19
Esposizione: dall’11 settembre al 5 novembre 2026
Dove: Hôtel de Galliffet – 50 rue de Varenne, 75007 Paris
Orari: dal lunedì al venerdì 10h-13h / 15h-18h
A cura di Antonio Calbi e Andrea Iezzi
La mostra è resa possibile anche grazie ai preziosi prestatori Natty Belmondo, Maria Teresa Benedetti, Anne e Roland Bodusso, Joëlle e Michel de Tapol, M. e F. Giraud, Pascale Lécosse, Jean-Marie Oger e Giovanna Carlino Pirandello.
Due universi diversi, una stessa riflessione sul Tempo. Nati a Roma a dieci anni di distanza, legati da una lunga amicizia nata alla fine degli anni Sessanta grazie al pittore e incisore Sergio Birga e da un rapporto profondo con Parigi, Ceccotti e Passeretti hanno sviluppato due universi pittorici molto diversi, accomunati tuttavia da una riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’eredità della cultura figurativa italiana. Per Umberto Passeretti, l’antichità è una presenza viva. Per Sergio Ceccotti, epoche diverse sembrano convivere simultaneamente.
I DUE MAESTRI
UMBERTO PASSERETTI – Il Maestro del “Presente Antichissimo”.
Nato a Roma nel 1945, è uno dei più colti e raffinati interpreti della classicità nel contemporaneo.
Si è formato all’École Supérieure des Beaux-Arts de Paris negli anni esplosivi che hanno preparato il Sessantotto. È stato titolare della prestigiosa cattedra di discipline plastiche all’Istituto per la ceramica di Faenza. Vive a Roma e lavora tra Roma e Parigi.
Da sempre appassionato di antichità, ha vissuto e lavorato per diversi anni praticamente dentro Villa Adriana, sopra il Canopo. Come sottolineato dal grande Federico Zeri, nella sua pittura c’è la “nostalgia di un’etica, di un costume, di una cultura”.
La sua ricerca, come scrive il critico Gabriele Simongini, trasforma “mirabili reperti scultorei del passato in pittura, con la chiara prevalenza di panneggi dalla materia mossa, palpitante di una nuova vita che sembra quasi sul punto di cominciare”. Scultura, panneggi e anatomie vengono reinterpretati attraverso una pittura tesa alla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio. Il passato diventa così una materia attiva, capace di riaffiorare e trasformarsi nel presente.
Mostre e riconoscimenti principali:
Personali nei Musei Archeologici di Villa Adriana (2008), di Sperlonga (2012) e di Scolacium (2014). La grande antologica “Un presente antichissimo” ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali di Roma (2015-2016)* a cura di Gabriele Simongini. Partecipazioni a prestigiose collettive al Grand Palais e al Musée d’Art Moderne de Paris, al Museum of Modern Art di Tokyo e di Osaka. Dal 1985 porta avanti il celebre ciclo “Anatomia del panneggio” e “Demetramata”.
SERGIO CECCOTTI – L’artigiano dell’enigma, il pittore de “L’insolite quotidien”.
Nato a Roma nel 1935, è considerato un precursore della figurazione italiana contemporanea, erede della pittura metafisica e del realismo magico. Vive e lavora tra Roma e Parigi. Definito dal critico J.M. Pradel nel 1977 e da Patrick Roegiers nel 1987 “artisan de l’énigme”, Philippe Soupault definì efficacemente la sua pittura con l’espressione «insolite quotidien», sottolineandone la capacità di trasformare il familiare in inatteso.
Formazione d’eccellenza: Ha seguito i corsi di Oskar Kokoschka (pittura) e Slavi Soucek (litografia) presso la Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo nel 1956 e 1957*. Dal 1956 al 1961 ha frequentato il corso di disegno dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici.
Tra la fine degli anni ’50 e la metà degli anni ’60 il suo lavoro mostra l’influenza del cubismo, di Giorgio de Chirico e della pittura tedesca degli anni ’20, avendo l’opportunità di frequentare maestri come Conrad Felixmüller, Otto Dix e Ludwig Meidner. A partire dalla seconda metà degli anni ’60 i suoi dipinti adottano uno stile più narrativo ispirato da elementi molto eterogenei: il cinema (specie i film di Hitchcock e i noir americani), la fotografia, la pubblicità, i rebus della Settimana Enigmistica e i fumetti, sia americani che italiani (Diabolik), da cui deriva una concezione più sintetica e dinamica della composizione.
Carriera espositiva internazionale: La sua attività espositiva inizia a Roma nel 1960 con una personale alla Galleria l’Albatro. La prima personale fuori d’Italia è del 1973 alla Neue Münchner Galerie di Monaco di Baviera, mentre nel 1977 tiene la sua prima mostra a Parigi alla Galleria Liliane François, inaugurando un lungo percorso nella capitale francese, dove terrà 13 mostre personali.
A Parigi entra in contatto con letterati e poeti come Patrick Roegiers, Georges-Emmanuel Clancier, Jacques Baron e soprattutto Philippe Soupault, di cui illustra varie opere e di cui esegue un ritratto. Ha lavorato per 24 anni con la prestigiosa Galleria Alain Blondel ed è oggi rappresentato dal mercante Jean-Marie Oger. Ha partecipato ai Salons: Jeune Peinture, Comparaisons, Salon d’Automne, Figuration Critique.
Ha tenuto mostre in tutto il mondo: Roma, Firenze, Napoli, Bruxelles, Parigi, Uppsala, Monaco, Istanbul, Il Cairo, Buenos Aires (Centro Cultural Borges 2010 e Istituto Italiano di Cultura 2015), Tokyo e Melbourne. In Italia: Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo (1987), Upplands Konstmuseum di Uppsala (1993), Cloître des Cordeliers di Tarascon (2003), Galleria d’Arte Moderna di Anticoli Corrado (2004), Università del Molise (2012), retrospettiva ai Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi (2014) con 70 opere dal 1958 al 2014, e la grande antologica “Il romanzo della pittura 1958-2018” al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2018) a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Ha partecipato a due edizioni della Quadriennale di Roma (1986 e 1999) ed è stato invitato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, sezione Lazio, nel 2011. Ha esposto anche al Palazzo Reale di Milano e al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Le sue opere sono in varie raccolte pubbliche e private: Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Staatliches Lindenau Museum di Altenburg, Gallerie Comunali d’Arte Moderna di Bologna e di Arezzo, Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria. Le sue opere grafiche sono conservate presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e la Bibliothèque Nationale di Parigi. Ha illustrato le copertine della Trilogia di New York di Paul Auster (edizione francese).
Una mostra che non è solo arte, ma è dialogo tra due capitali, tra passato e presente, tra Roma e Parigi. Un orgoglio per l’Italia e per l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi che ancora una volta esporta l’eccellenza italiana nel mondo.
Filomena Carrella
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