Una serata di arte e rinascita: Palma Campania celebra la cultura al Teatro Comunale

Palma Campania, 23 Marzo – Venerdì 20 marzo, si è svolta nel suggestivo scenario del Teatro Comunale di Palma Campania la V edizione di Rinascere si può, un evento ormai divenuto punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte e della cultura sul territorio. A guidare l’iniziativa, il curatore Nando Sorrentino, affiancato dall’assessora alla cultura e vicesindaca Elvira Franzese, insieme alle artiste Carmen Punto Arte e Giovanna Secondulfo, che hanno curato con passione e attenzione ogni dettaglio dell’evento, mentre la conduzione è stata affidata con eleganza e competenza a Maria Pia D’Ascoli, capace di guidare l’evento con sensibilità artistica, voce coinvolgente e grande padronanza scenica.

La dott.ssa Elvira Franzese ha sottolineato la bellezza di portare l’arte a Palma grazie al supporto del suo assessorato. Ha inoltre evidenziato il connubio con Sorrentino, a dimostrazione che la cultura può esprimersi in molteplici forme. Per lei, la cultura non è solo spettacolo, ma un viaggio emotivo. Vedere la platea coinvolta e gli artisti presenti significa vivere un’esperienza intensa e stimolante. Curare l’arte – afferma- è anche prendersi cura di noi stessi, coltivando l’amore per la bellezza, aprendosi a nuove prospettive. L’obiettivo è rendere ogni esperienza culturale realizzabile, coinvolgente e mai banale, capace di arricchire la mente e il cuore e di ricordarci quanto l’arte possa essere potente, delicata e trasformativa. Ha sottolineato la presenza di ospiti di grande rilievo: lo scultore partenopeo Domenico Sepe e la dott.ssa Maria Luisa Iavarone. L’assessora ha richiamato l’attenzione del pubblico sull’opera dello scultore Sepe, Alfonso d’Aragona, situata in via Marconi, sottolineandone il valore come simbolo dell’identità storica e culturale del territorio.

Nando Sorrentino dottore in legge ed esperto d’arte, esprime soddisfazione per il lavoro svolto con collaboratrici e artisti, ribadendo il suo impegno per un’arte accessibile e coinvolgente. Promuove nuove opportunità per talenti emergenti nei campi della pittura, scultura e fotografia, anche attraverso collettive che favoriscono confronto ed emozione. Tra i progetti più rilevanti spicca “Rinascita si può”, giunto alla quinta edizione e sostenuto da Franzese. Sorrentino sottolinea che la sua attività non si limita a Palma Campania, ma si estende anche a Napoli, dove mantiene contatti con il panorama artistico. Considera l’organizzazione di eventi una missione culturale e sociale, con l’obiettivo di valorizzare ogni forma espressiva e creare opportunità concrete. Annuncia inoltre un prossimo appuntamento: il Premio Campania Coraggiosa III edizione, che si terrà il 22 maggio 2026 alle ore 17:00 presso Villa Doria D’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

Giovanna Secondulfo, coordinatrice dell’evento Rinascere si può, rivolgendosi al pubblico con un pensiero che abbraccia e ispira così ha menzionato. “Questa sera non siamo qui soltanto per ammirare opere d’arte, ma per immergerci in universi interiori molteplici e sorprendenti. La forza di una mostra collettiva risiede nel dialogo tra differenze di tecnica e stile: ogni artista porta la propria voce, eppure un filo invisibile ci unisce tutti: il desiderio di comunicare ciò che le parole non possono raccontare. L’arte non ci offre risposte, ma ci invita a porre le domande giuste. Ci invita a fermarci, a respirare, a guardare il mondo con occhi nuovi.

Carmela Punto Arte ha dichiarato che “l’anima di questa mostra sono gli artisti, i veri protagonisti della serata. È attraverso le loro opere che prendono vita emozioni, pensieri e visioni uniche, capaci di coinvolgere profondamente chi osserva.” Anche lei artista, ogni volta che una matita traccia segni su un foglio, dà forma a emozioni. “Allo stesso modo, quando i pennelli si immergono nei colori e scorrono su una tela, non ci si limita a dipingere, ma si racconta un sentimento, una storia, un frammento di vita. Ogni opera, che sia una tela o una scultura, possiede un’anima pronta a dialogare con chi osserva.” Il pubblico è invitato a vivere la mostra con attenzione, lasciandosi guidare dalle sensazioni personali. Carmela incoraggia inoltre a condividere opinioni e recensioni, fondamentali per il confronto tra artista e pubblico. Infine, ringrazia tutti i presenti per aver partecipato a questo momento di arte e bellezza.

Gli interventi significativi di Rosa Ferrante, Adelina Mauro, Antonietta Sorrentino, Antonio Alfano ed Elena Scala hanno celebrato la bellezza dell’arte attraverso diverse forme espressive: dal riciclo creativo alla monografia del pittore Edoardo Amato, dall’espressione artistica di opera inedita alla poesia e al monologo teatrale.

Rosa Ferrante:“Come presidente dell’associazione culturale Naturae e referente territoriale di Plastic Free ho scelto di dare voce alla sostenibilità attraverso una tartaruga intercontinentale realizzata con materiali di riciclo: simbolo universale di resistenza, lentezza consapevole e saggezza, valori fondamentali in un mondo che troppo spesso corre senza fermarsi a riflettere. La scelta della tartaruga richiama inoltre la missione di Plastic Free, impegnata nella tutela dell’ambiente e nella promozione di pratiche sostenibili. Il suo messaggio è profondo: ogni gesto, piccolo o grande può contribuire alla costruzione di un futuro migliore”.

Adelina Mauro, ha avuto l’onore di esporre, anche se brevemente l’immenso universo pittorico di Eduardo Amato, un artista capace di parlare all’anima, raccontare momenti semplici e autentici della vita quotidiana. Sessant’anni di arte non si possono racchiudere in dieci minuti. Eppure, in quel tempo breve, qualcosa è arrivato, soprattutto ai più giovani. Uno sguardo, una memoria, un’emozione condivisa. La monografia “Eduardo Amato. Il pittore dell’anima, della natura e delle genti”, curata dallo scrittore e giornalista Angelo Amato de Serpis e il libro Un infinito mare carminio, di Mauro, che custodisce sulla sua copertina un frammento di quella bellezza: La passeggiata nella neve, sono stati oggetti di parole, colori e emozioni.

Antonietta Sorrentino autrice del testo “Infinita bellezza” vede la magnificenza non solo nell’arte, ma anche nella natura e nell’armonia, richiamando idee di Pitagora e Platone. Essa diventa un percorso di elevazione spirituale verso conoscenza e divino. Pur cambiando nel tempo, il bello resta essenziale: arte e cultura arricchiscono l’uomo e lo liberano dall’ignoranza. Conclude la sua espressione raffinata dicendo che “la bellezza e l’arte rappresentano una forza salvifica: elevano l’individuo, migliorano la società e danno senso all’esistenza umana”.

Elena Scala ha recitato con enfasi “Poesia sulla pittura” del pittore e poeta Tytus Czyżewski che rappresenta l’essenza stessa della pittura come armonia universale. Attraverso il riferimento agli affreschi di Villa dei Misteri, l’autore mostra come l’arte, in ogni epoca, nasca da una stessa “tavolozza” interiore, proprio come suggerito da Auguste Renoir. La pittura, secondo Czyżewski, è dialogo tra colori, luce e sensibilità del pittore, paragonato a fenomeni naturali delicati e armoniosi. Essa diventa quasi musica, fatta di toni e sfumature, capace di creare un mondo nuovo sulla tela. Scala ha letto, per Antonio Alfano, un monologo dal titolo “L’Arte” carico di significato: “l’arte è un viaggio interiore alla ricerca di ciò che ci rende liberi; è ribellione, è ciò che ci rende umani, che ci rende vivi”.

Domenico Sepe ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, sottolineando il costante dialogo tra memoria storica e linguaggi contemporanei. Ha spaziato anche ai progetti più recenti, tra cui una scultura monumentale dedicata a Papa Francesco. L’opera, ha spiegato l’artista, è realizzata con materiali fortemente simbolici, legati anche a eventi di attualità, in un intreccio tra espressione artistica e impegno civile. E ha evidenziato il ruolo dell’arte come strumento di rinascita e riflessione collettiva. La sua partecipazione ha rappresentato un momento di significativo rilievo culturale per l’intera comunità.

La professoressa Maria Luisa Iavarone ordinario di Pedagogia generale e sociale presso il dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, durante la serata ha offerto un contributo prezioso, evidenziando i rischi legati all’uso inconsapevole di smartphone e piattaforme digitali, che possono favorire comportamenti negativi e ridurre il pensiero critico. Ha però sottolineato anche l’importanza dell’educazione per promuovere un uso responsabile delle tecnologie, trasformandole in strumenti di crescita.

Grande attenzione è stata dedicata all’esposizione artistica, che ha messo in luce il talento sia di artisti emergenti sia di nomi affermati. Tra i protagonisti: Icaro: Q-pido; Fiorangelo Giuliano: Trump in versione scimpanzé; Giovanna Secondulfo: L’ eleganza del silenzio; Maria De Riggi: Dove resta la luce; Carmen Punto Arte: Dolci pensieri; Liliana Mosca: L’abbraccio nel giardino segreto; Federico Natale: Madonna dell’Arco; Bogdan Ionut Scintene: Spaccasogni; Gennaro Iannuzzi: Il postino; Giusy Iodice: Gilda va alla festa; Giulia Avilia: Sindrome di Stendhal; Antonia Aschettino: Amore e psiche; Filomena De Risi: Regina del tuo mondo; Carol Filosa: La sapienza; Guerriero Seriana: La fenice; Esposito Maria Rosaria: Virtute e conoscenza; Pasquale Rolfi: Paesaggio di Conca della Campania Roccamonfina; Salvatore La Rocca: Ritratto giovane donna; Serena D’Onofrio: Come i cipressi; Luca Aniello Verde: Alba gentile; Fazio Virginia: Verso la luce verso la consapevolezza; Egidio Perna: Prigioniere; Rosa Ferrante: Cuore e Cervello. A concludere la serata, un piacevole momento conviviale che ha rafforzato il senso di comunità, tra cordialità, amicizia e condivisione, nel segno di quella “grande bellezza” che l’arte continua a regalare.

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.