Palma Campania, 3 Giugno – Venerdì 30 maggio, a Palma Campania nella casa natale del dottore Andrea Iervolino, in via San Felice, attualmente di proprietà della famiglia Sepe, si è tenuta la presentazione di “Bizzarrie di un medico – Vita, teoria medica e antologia di racconti del dottore palmese Andrea Iervolino”.
È la Michelangelo 1915 Editore guidata dal direttore Dino Lauri a proporre la nuova “scoperta” per gli appassionati di storia locale e per i residenti e altrettanto il pregio di aver portato avanti per alcuni anni un’accurata ricerca della documentazione riguardante Andrea Iervolino, originario di Palma Campania (1873-1955), dove ha svolto la professione medica e anche la sua attività letteraria manifestatasi nella scrittura e botanica narrata nella pubblicazione di sei raccolte di racconti e canzoni: Bizzarrie di un medico (1933), La biodinamica delle onde (1934),L’origine umana del dolore umano (1940) Fra il bisturi e i fiori (1937), La nemesi delle affezioni umane (1939), L’uomo innanzi al mistero della natura (1950), Sorrisi e singhiozzi (1946),
Libri sconosciuti che il direttore Lauri ha reperito in alcune famiglie del territorio con un’accurata ricerca di alcuni anni affinché si riportasse alla luce una vasta documentazione per dare risalto alla figura del professionista Andrea Iervolino. Dino Lauri con la proposta di un’analisi al fine di non lasciare nell’oblio l’operato prezioso del medico si è rivolto a sette stimati studiosi di storia e critica letteraria per affidare a ciascuno di essi un volume da analizzare.
Pertanto il volume pubblicato, con i contributi degli autori Pasquale Gerardo Santella, Savino Carrella, Annibale Rainone, Carlangelo Mauro, Angela Sorrentino, Enzo Rega, Ciro Daniele e Dino Lauri, è il risultato originale di un lavoro di sinergia, coerenza e organicità, che offre un’analisi che evidenzia l’impegno del professionista nel campo della medicina, unito alla sua passione per la scrittura e la botanica, espressa nella pubblicazione delle sei raccolte di racconti. L’evento è stato ospitato cortesemente della famiglia Sepe nel giardino di Palazzo Iervolino, un luogo che appare come congelato nel tempo. Le sue radici risalgono alla metà dell’Ottocento: un sito di straordinaria bellezza visiva, ma anche un tesoro di biodiversità nel centro di Palma Campania.
Il giornalista Antonio d’Ascoli che ha coordinato l’evento culturale, ha informato e invitato a soffermarsi sulla mostra allestita con i documenti ritrovati e quelli facenti parte dell’Archivio Storico Michelangelo 1915 Editore. Dopo la sua attenta introduzione ha dato la parola al padrone di casa architetto Marcello Sepe che si è visto coinvolto in prima persona nella presentazione del libro. Visibilmente soddisfatto ha parlato del Palazzo, dimora di famiglia che ha subìto nel tempo varie ristrutturazioni e l’ameno giardino. Sepe ha detto “Lo cura con altrettanta passione che aveva il medico botanico Iervolino, mia madre Maria Teresa. È un giardino ricco di piante secolari, di fiori speciali, di fontane e vasche, specchi d’acqua, ponticelli e canti d’uccelli, di una loggetta dove il medico offriva musica. Ha fatto sentire i presenti subito a loro agio invitandoli a visitare e godere del luogo colorato e profumato. Dino Lauri ha fatto un excursus di Andrea Iervolino, parlando della famiglia, della forte eredità che Andrea prese dal padre per la floricultura, degli studi dei due fratelli Andrea e Alfredo, eccellenti professionisti, della sensibilità di Andrea che parlava con i fiori, li studiava, dei suoi studi al seminario di Nola, della laurea in medicina. Si distinse nel campo letterario come autore di racconti, e per la musica; scrisse Canzoni. Lauri non ha trascurato i dettagli che si possono leggere nel suo saggio Andrea Iervolino.
Il professore Pasquale Gerardo Santella coordinatore del prezioso libro e della relazione improntata a Andrea Iervolino ha delineato subito la provenienza del titolo e ha proseguito dicendo che “La sua teoria medica, secondo la quale la causa di tutte le malattie è un patema dell’anima, che appariva una stravaganza nell’ambito della scienza medica, sia nella diagnostica che nella terapia della malattia, tanto che Iervolino affermava che si potrà rimuovere la causa di un male organico curando un male morale. Scrutando la propria coscienza e, se si intravede una colpa, adoperarsi per eliminarla e si guarisce, senza ricorso alle arti di medici o fattucchieri o agli esorcismi dei sacerdoti’’
Santella ha segnalato “La biodinamica delle onde”, saggio di Annibale Rainone, “che si intrattiene sul dialogo tra il dottore e gli alberi, che hanno anch’essi un’anima, come e più degli umani, capaci di percepire anche ciò che gli uomini non colgono se solo vi si presta ascolto. Ne consegue che il creatore non somiglia solamente all’uomo. Perché non dovrebbe somigliare piuttosto a una bella rosa, ad una ridente giornata primaverile, a un essere che racchiuda i bagliori del sole? Se è il Creatore dell’universo, perché avrebbe accomunato i lineamenti solo con l’uomo?
Per “La nemesi nelle affezioni di Benedetto Croce”, di Savino Carrella così ha espresso Santella “Nella prefazione di Benedetto Croce c’è un dettaglio rivelatore. Durante il periodo fascista fu imposto che le date fossero scritte riportando la sigla E.F. (Era Fascista) seguita da un numero romano, cioè che si indicasse anche l’anno a partire dal 1922. Croce invece data il l suo scritto senza rispettare le indicazioni del regime, scrive infatti così: Napoli 16 gennaio 1933.Iervolino fu amico di Croce, ma non bisogna trarre conclusioni affrettate circa gli orientamenti politici del medico. Frequentò anche Roberto Bracco irriducibile antifascista, ma ciò non fa ipotizzare che fosse antifascista anche lui. Anche se la risposta è lasciata all’intelligenza dei lettori le due circostanze lo accreditano come persona anticonformista che non ha paura di esporsi. Nel saggio viene riportato integralmente il racconto Il vetturino dei ratti che si presta ad analogie cinematografiche, che trattano il fenomeno sociale. Incede Santella- “Nel saggio ‘L’origine morale del dolore’, Carlangelo Mauro analizza il rapporto tra Iervolino e la psicanalisi, di cui aveva una conoscenza molto superficiale, rivelando che la teoria del dottore era diversa da quella di Freud mancando la scoperta fondamentale del padre della psicanalisi: l’inconscio e il conseguente conflitto interiore con l’io. Si sofferma anche sull’analisi che Iervolino fa del celebre sogno di Don Rodrigo nei Promessi Sposi; il signorotto ha già nel corpo ‘l’agente patogeno etico’, che esplode associandosi al ‘bacillo della peste’ solo dopo che ha sognato Fra Cristoforo, che lo minacciava. Non è da escludere che proprio Manzoni abbia fornito l’aiuto necessario a Iervolino per l’elaborazione della sua teoria”.
Enzo Rega in ‘L’uomo davanti al mistero della natura’ – afferma ancora Santella che- “Un’analisi filosofica dei pensieri di Iervolino sul rapporto tra uomo e natura scopre analogie con Giordano Bruno e Giacomo Leopardi in varie sequenze richiamano le opere del filosofo nolano e le Operette Morali del poeta di Recanati. Inoltre rileva due motivazioni essenziali delle sue riflessioni: il riconoscimento fondamentale del ruolo della donna e l’importanza dell’empatia nella professione medica, che non può essere svolta in modo neutro”.
Ciro Daniele per la disamina de ‘La canzone napoletana definita a risposta’ conclude il suo scritto dedicando poche righe a Andrea Iervolino. “Egli vero cultore delle canzonette popolari (successivamente sarebbe diventato un affermato medico), non disdegnò affatto ‘l’apparentamento’ e l’essere ammiratore e sodale nei confronti dei versificatori popolari partenopei. Angela Sorrentino conclude la presentazione parlando del saggio Sorrisi e Singhiozzi, conducendo i presenti nel giardino di Andrea Iervolino e svelandoci i suoi alberi, trasportandoci in un’atmosfera di suggestivi stimoli visivi. “I fiori sono delicati e autentici. I pensieri, intensi e a volte nostalgici, appartengono all’autore, che in quel luogo speciale si ritira con la sua natura riflessiva e sensibile, oltre il cancello del giardino, escludendo tutti coloro per i quali, nonostante esistano legami di parentela, amicizia e rispetto, egli sente di dover portare una maschera- corazza, proprio come fanno anche loro. Il volume si conclude con questo racconto che può essere interpretato come un tipo di saluto da parte dell’autore.”
“La cultura di Palma Campania si sviluppa attraverso molti sentieri, e quello che porta ad Andrea Iervolino meritava di essere diffusamente valorizzato in modo eccellente come è stato, per cui ringrazio Dino Lauri per il grande impegno profuso e il lavoro dei curatori del libro per un’iniziativa che è stata offerta a tutti”, ha affermato il vice-sindaco Elvira Franzese.
“Un lavoro significativo che arricchisce la memoria storica di Palma Campania, luogo che ha visto nascere figure di grande rilevanza culturale”, ha dichiarato il sindaco Nello Donnarumma, che alla fine dell’evento, con i saluti, ha scoperto la lapide commemorativa fissata sul muro del Palazzo Iervolino. con il testo:
Alla memoria di Andrea Iervolino
Palma Campania,28/12/ 1873 – 16 /05/ 1955
Medico botanico, scrittore,
per la lodevole opera di divulgatore
e pratica della scienza medica
per la disponibilità e solidarietà
al servizio del popolo
per aver dato lustro alla comunità
cittadina
L’amministrazione comunale
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