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Palma Campania, il Carnevale nella scuola: incontro con il prof. Antonio Basilicata

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Palma Campania, 11 Febbraio – La pandemia ha interrotto il Carnevale 2021 a Palma Campania, ma non ne ha sospeso i ricordi. Una pagina di rammenti la leggiamo insieme al professore Antonio Basilicata, uno dei protagonisti se non il principale, dell’inserimento del Carnevale nella scuola.

Docente di educazione fisica in pensione, è stato attivo nella scuola per oltre quarant’anni, sapendo trasformare tutte le ricorrenze in lezioni educative con pieno piacere dei partecipanti. La frase che ha fatto sua, capeggiava a caratteri cubitali sulla parete della palestra della scuola media Vincenzo Russo: “Il nostro maggior bisogno nella vita è trovare qualcuno che ci faccia fare quello che siamo capaci di fare”.

Perché è entrato il Carnevale nella scuola?

“Bisogna prima capire quale funzione ha la scuola. Se è educazione a “sapere”, è necessario che l’insegnante faccia conoscere all’alunno la storia reale e non offuscarla. Mettere in condizione l’educando alla conoscenza vera. Bisogna far conoscere l’origine della tradizione – continua Basilicata – per mantenere vivo il ricordo del nostro passato. Il Carnevale, pur avendo quasi cento anni di vita, vedeva la partecipazione solo degli adulti, mentre la partecipazione dei piccoli si limitava a episodi isolati realizzati da  insegnanti che avevano passione per il Carnevale.”

Il periodo di cui si parla va dagli anni ’70-’75, e il professore Basilicata proponeva all’amministrazione comunale la partecipazione della scuola alla manifestazione del Carnevale palmese, per condurre le performance fuori dalle mura scolastiche.

Come nasce l’esigenza di portare il Carnevale scolastico sul territorio?

 “L’esigenza nasce per il piacere di mostrare all’esterno il lavoro, l’impegno, la creatività, la fantasia di quanti operano nella scuola. Il contatto con ambienti diversi, enti, società amministratori, politici, genitori, trasformava la scuola, che non era più una istituzione chiusa tra le pareti di un’aula, ma una piccola società che sapeva produrre ed essere soprattutto viva e capace di creare e esibire orgogliosamente l’operato.”

Qual è stato il primo Carnevale della scuola di appartenenza?

“Ero docente alla scuola media Teglanum quando per la prima volta partecipammo al Carnevale. Il tema della rappresentazione fu Personaggi storici. A differenza delle quadriglie, noi decidemmo di articolare l’esibizione del nostro Carnevale in due momenti, il primo riservato alla quadriglia, a cui spettava la parte musicale, il secondo al ballo, prescelto secondo il tema, a cui si riferivano anche i costumi.”

Perché la quadriglia e il ballo?

“La quadriglia è la regina del Carnevale palmese per cui è impensabile un Carnevale senza quadriglia. Un gruppo folcloristico in maschera, con ragazzi musicisti, esegue un repertorio musicale accompagnato da strumenti tipici come tamburrelle, triccaballacchi, scetavajasse, putipù.  A dirigere è il maestro, il quale viene selezionato per qualità di simpatia, movenze, capacità comunicativa e orecchiabilità musicale. I costumi dei quadriglianti, che sono la parte essenziale dello spettacolo, sono scelti in base al tema dato, impostandone la scenografia con l’arricchimento di attrezzi, oggetti, simboli sempre inerenti al tema. I balli si sono inseriti in seguito proprio per merito della scuola, afferma Basilicataperché quando si organizzava il Carnevale scolastico si effettuavano ricerche sui temi scelti e si arricchiva la quadriglia anche con le danze opportune, con riferimento a balli folcloristici particolarmente noti sul territorio: la tarantella napoletana, il ballo sulla tammorra, il laccio d’amore. In questo modo gli alunni apprendevano anche un altro aspetto della tradizione, pur non appartenendo al carnevale tradizionale.”

Trova differenza nella realizzazione dei costumi nell’ambito della scuola, attualmente, rispetto al passato?

“Certamente. Per la realizzazione dei primi costumi de I Personaggi storici, sebbene creati con cura, per la ricerca del tema, le stoffe erano ricavate anche dal riciclo, cucite alla buona dalle famiglie, e per chi poteva permetterselo, dalle sarte del paese. I personaggi dell’antica Roma destarono grande ammirazione e curiosità.”     

Quale valenza didattica ha dato l’inserimento del ballo?

Ci serviamo del corpo come elemento essenziale della comunicazione, per cui attraverso la mimica, i gesti, il movimento, comunichiamo sensazioni ed emozioni. La quadriglia ha il merito di non fare differenze, ma batte il tasto sulla socialità, dando la possibilità a tutti di partecipare, quindi il ballo poteva servire ulteriormente allo scopo.”

I ricordi scorrono veloci, e il professore Basilicata si infervora “Con il primo Carnevale si accende un fuoco che prima lentamente e poi di anno in anno si trasforma in un incendio di tale vastità da coinvolgere tutti gli ordini di scuola.”

C’è tanto da dire, vi rimandiamo alla prossima chiacchierata sull’onda dei ricordi.

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