Napoli, 25 Giugno –  “L’agricoltura europea è sotto attacco e non possiamo restare in silenzio. Il progetto di un Fondo unico europeo che accorpa le risorse destinate a vari settori e riduce quelle per la Pac è inaccettabile. Colpire la Politica agricola comune significa mettere in discussione la sicurezza alimentare, il reddito degli agricoltori e l’intero equilibrio rurale dell’Unione” – così Carmine Fusco, commissario della CIA Campania, si unisce all’allarme lanciato dal presidente nazionale CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

Secondo Fusco, è il momento di costruire un fronte comune tra tutte le organizzazioni del settore agricolo, per contrastare una proposta che rischia di svuotare la Pac della sua funzione originaria. “Non si tratta solo di difendere fondi – prosegue – ma di preservare una visione di Europa che nasce nei campi, e che oggi deve dimostrarsi unita nella difesa del cibo, della sostenibilità e della coesione sociale”.Il Fondo unico ipotizzato dalla Commissione Ue, infatti, cancellerebbe l’autonomia della Pac, riducendo le risorse e mescolando priorità troppo diverse, con il rischio di far competere tra loro agricoltura, salute, energia e ricerca. Questo creerebbe profonde disparità tra gli Stati membri e comprometterebbe il funzionamento del mercato unico. La CIA Campania, attraverso il suo commissario, ricorda che la Pac è l’unico strumento europeo capace di sostenere il reddito degli agricoltori, incentivare lo sviluppo rurale e garantire la tutela dell’ambiente.

“Stiamo parlando – continua Fusco – di una politica che permette agli agricoltori di essere presidio del territorio, di contrastare l’abbandono delle aree interne e la crisi climatica. Indebolirla significa arretrare su tutti questi fronti”.In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, l’Europa deve riaffermare i valori di pace e solidarietà, mettendo il cibo prima delle armi. “Il Consiglio europeo del 26 e 27 giugno sarà decisivo – conclude Fusco – e chiediamo alle istituzioni italiane ed europee di farsi trovare pronte. La Pac non può diventare la vittima di scelte affrettate o ideologiche: va difesa con forza e determinazione da tutto il mondo agricolo”.La mobilitazione della CIA continua: dalle lettere inviate alla premier Meloni, all’adesione alla petizione promossa da Copa-Cogeca, fino al confronto con i Paesi del Mediterraneo. L’obiettivo è chiaro: difendere la Pac per difendere il futuro dell’agricoltura europea.

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