Sanità. Il sindaco di Scafati interviene nel dibattito sulla riattivazione del presidio ospedaliero cilentano e indica la modifica dell’atto aziendale come passaggio decisivo
Scafati, 27 Giugno – Prima ancora di parlare della riapertura del Pronto Soccorso di Agropoli, occorre modificare l’atto aziendale dell’Asl. È questo il cuore del messaggio lanciato dal sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che interviene nel dibattito sul futuro del presidio ospedaliero cilentano, indicando un percorso preciso e richiamando l’esperienza maturata nella battaglia per il rilancio dell’ospedale di Scafati.
Per il primo cittadino, l’entusiasmo generato dalle notizie sulla possibile riattivazione del Pronto Soccorso rischia di rimanere soltanto un annuncio se non verrà prima modificato il documento che definisce missione e funzioni dell’ospedale.
Secondo Aliberti, il nodo centrale non è rappresentato dagli annunci politici, ma dall’attuale configurazione amministrativa dell’ospedale di Agropoli. “Oggi – sottolinea – l’atto aziendale individua l’ospedale esclusivamente come struttura destinata alla lungodegenza, alla riabilitazione e alla medicina interna.”
Una classificazione che, di fatto, impedisce al presidio di svolgere un ruolo nella gestione delle emergenze. Per questo il sindaco sostiene che il primo obiettivo debba essere l’inserimento dell’ospedale nella rete regionale dell’emergenza-urgenza, passaggio ritenuto indispensabile per poter parlare concretamente della riapertura del Pronto Soccorso.
Nel suo intervento, Aliberti richiama quanto avvenuto a Scafati durante il confronto sull’atto aziendale dell’Asl Salerno, indicando quella vicenda come esempio concreto di come una battaglia istituzionale possa produrre risultati. “È esattamente ciò che accadde per l’ospedale di Scafati”, afferma.
Da quella vertenza, ricorda il sindaco, arrivarono importanti riconoscimenti per il presidio sanitario: oltre 150 posti letto, il blocco operatorio – i cui lavori dovrebbero partire a breve –, la rianimazione, il laboratorio di analisi, la radiologia, il potenziamento della cardiologia e altri reparti strategici. Un modello che, nelle intenzioni del primo cittadino, potrebbe essere replicato anche per Agropoli.
Aliberti annuncia inoltre la propria partecipazione diretta alla mobilitazione promossa nel Cilento. La prossima settimana, spiega, sarà ad Agropoli per testimoniare personalmente la vicinanza agli amministratori, ai cittadini e ai comitati che da tempo chiedono il ripristino del presidio ospedaliero. Un gesto che mira anche a creare un collegamento tra due territori accomunati dalla stessa esperienza: la chiusura del Pronto Soccorso e le difficoltà conseguenti nell’assistenza sanitaria.
Il sindaco di Scafati propone quindi l’apertura di un confronto con il presidente Fico, coinvolgendo l’intera rappresentanza istituzionale. L’obiettivo è costruire un fronte trasversale che superi le appartenenze politiche. Al tavolo, secondo Aliberti, dovrebbero sedere parlamentari, consiglieri regionali e sindaci del territorio, chiamati a sostenere una battaglia che considera esclusivamente legata alla tutela del diritto alla salute.
Nelle sue dichiarazioni, Aliberti attribuisce un ruolo centrale proprio ai primi cittadini. Sono loro, evidenzia, a misurare quotidianamente le conseguenze della chiusura dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati: tempi di percorrenza più lunghi per raggiungere gli ospedali attivi, incremento della pressione sui presidi limitrofi e maggiori difficoltà nella gestione delle emergenze.
Una situazione che, secondo il sindaco, continua a pesare sull’intero sistema sanitario del comprensorio. La conclusione dell’intervento assume un significato politico e sociale. Per Aliberti, restituire ad Agropoli un ospedale pienamente operativo, inserito nella rete dell’emergenza, significa garantire un diritto costituzionale a decine di migliaia di cittadini. Un obiettivo che, sostiene, non può essere affrontato con annunci o promesse, ma richiede atti amministrativi concreti, a partire dalla modifica dell’atto aziendale.
La posizione del sindaco di Scafati sposta così il confronto dal piano politico a quello tecnico-amministrativo, indicando nella revisione dell’assetto organizzativo dell’Asl il passaggio decisivo per trasformare le richieste del territorio in un reale progetto di rilancio dell’ospedale di Agropoli.
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