L’unità delle donne, il coraggio di una comunità

 

Scisciano, 24 Novembre – In Italia, la violenza sulle donne continua a manifestarsi con una frequenza che interroga e ferisce. È una realtà stratificata, che non si limita ai numeri dei femminicidi – pur già drammatici e inaccettabili – ma che si annida in forme più sottili: nel controllo psicologico, nelle umiliazioni quotidiane, nella dipendenza economica, nella paura di denunciare. Un fenomeno che attraversa latitudini, generazioni e contesti sociali, mostrando la persistenza di un problema culturale che ancora fatica ad essere affrontato alla radice.

In Campania, questa ferita è ancora più evidente. I centri antiviolenza della regione riportano un aumento costante delle richieste di aiuto. Le storie sono diverse, ma simili nei tratti essenziali: solitudini soffocate, violenze taciute, segnali ignorati. È un territorio che lotta da anni contro la normalizzazione della prevaricazione, dove spesso il silenzio pesa quanto l’abuso stesso. Ed è proprio contro quel silenzio che le istituzioni sono chiamate a intervenire, con responsabilità e con l’esempio.

La scelta di Scisciano: unire ciò che spesso è diviso – È in questo quadro complesso che l’iniziativa nata a Scisciano assume un significato profondo, quasi simbolico. Qui, donne appartenenti a gruppi politici diversi – maggioranza e opposizione consiliare – hanno deciso di parlare con un’unica voce. Non un gesto rituale, ma una scelta consapevole: sospendere, per una volta, il confronto a volte aspro della politica locale e camminare insieme per una causa che trascende ruoli, sigle e schieramenti.

Le consigliere Rosa Aita, Francesca Anastasio, Tonia De Caro, Rosalia Esposito, Sabina Sirico e Raffaella Sommese hanno promosso un corteo dal titolo fortemente evocativo, “Oltre il silenzio”, invitando l’intera comunità a partecipare il 25 novembre alle ore 18.30. La marcia partirà da Piazza XX Settembre e arriverà alla Chiesa del Sacro Cuore, dove seguirà un momento di riflessione collettiva. Al loro fianco ci saranno le associazioni del territorio, testimonianza di un impegno diffuso e radicato.

La scelta del titolo è già una dichiarazione di intenti: andare oltre il silenzio significa dare voce a chi non ne ha più, ascoltare chi non è riuscito a farsi ascoltare, imparare a riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi. È un invito alla comunità a farsi comunità, nel senso più autentico del termine. La nota congiunta delle donne dell’Amministrazione racchiude l’essenza dell’iniziativa: “Per la prima volta le donne della maggioranza si uniscono alle donne della minoranza per andare ‘Oltre il Silenzio’ e celebrare la giornata internazionale per la eliminazione della violenza contro le donne affinché si trasmetta alla comunità il desiderio e l’impegno di affrontare tematiche rilevanti ed importanti dimenticando la distinzione istituzionale. La politica può e deve intervenire affinché il dolore di una donna non resti sordo ed isolato. Le donne di questa amministrazione ci sono e vogliono dimostrarlo alla comunità e a tutte quelle donne che hanno bisogno di condividere la propria sofferenza”.

Una dichiarazione semplice, ma incisiva. Non proclama, non rivendica: assume. Assume la responsabilità di un ruolo pubblico che troppo spesso si perde nelle contrapposizioni e negli equilibri di potere. Qui, invece, la politica ritrova la sua funzione originaria: essere un presidio di umanità, un luogo dove la sofferenza non resta invisibile, e dove il dolore di una donna non diventa un problema privato, ma una questione collettiva. L’iniziativa di Scisciano non è solo un evento: è un messaggio. La violenza sulle donne non si combatte solo con le norme, con gli interventi repressivi o con il sostegno alle vittime – strumenti indispensabili, certo – ma anche con gesti che ricostruiscono il tessuto culturale, relazionale e simbolico di una comunità.

Un corteo attraversa il paese, lo attraversa fisicamente e simbolicamente. Segna uno spazio e un tempo dedicati alla consapevolezza. Costringe a guardare ciò che spesso si evita. Ricorda che la violenza non è qualcosa che accade altrove, ma può consumarsi nelle case accanto alle nostre, a opera di persone che conosciamo, nei silenzi che non abbiamo saputo interrogare. In questo senso, “Oltre il silenzio” porta con sé un significato ulteriore: la volontà di creare un contesto in cui sia possibile parlare, chiedere aiuto, riconoscersi vulnerabili senza sentirsi giudicati.

Ci sono momenti in cui una comunità è chiamata a riconoscersi nella sua parte migliore. Scisciano, per questa Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lo fa scegliendo l’unità. Un’unità non fittizia, non cosmetica, ma costruita su un assunto semplice: ci sono temi sui quali non si può restare divisi. Superare il silenzio significa anche superare l’indifferenza, il giudizio, l’abitudine. Significa rompere l’idea – ancora radicata – che la violenza sulle donne sia un problema privato, una questione di coppia, un destino inevitabile. Non lo è. La violenza è un fallimento culturale, e come tale richiede una risposta collettiva.

E allora il gesto delle donne di Scisciano diventa un esempio: quando la politica si unisce per proteggere le persone, quando sospende la logica della contrapposizione per abbracciare quella della responsabilità, allora diventa davvero uno strumento di progresso. Perché contro la violenza non bastano le leggi: serve una comunità che scelga, ogni giorno, di non tacere. E a Scisciano, almeno per una sera, quel silenzio verrà attraversato da passi, voci e volti che dicono insieme: non siete sole.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.