Santa Maria delle Grazie, l’eccellenza che funziona: risolto un caso rarissimo di ictus in evoluzione
Nola, 4 Dicembre – All’ospedale Santa Maria delle Grazie di Nola, ancora una volta, la sanità pubblica dimostra quanto la collaborazione tra reparti possa trasformare un’emergenza in una storia di riscatto clinico. È il caso del signor M.L., 53 anni, sportivo, in buona salute, arrivato in Pronto soccorso con un quadro che lasciava poco spazio ai dubbi: difficoltà di linguaggio, paralisi a un braccio e a una gamba. Segnali inequivocabili di un ictus in evoluzione. Nonostante un precedente ricovero e un primo miglioramento, i sintomi erano tornati a peggiorare. Una situazione che ha imposto un nuovo accesso urgente e un rapido cambio di passo nella gestione diagnostica.
Nel reparto di Neurologia, diretto da Pasquale Scala, i clinici hanno intuito che dietro quel peggioramento ci fosse qualcosa di più insidioso di un semplice episodio ischemico. Approfondimenti mirati hanno confermato i sospetti: non si trattava solo di un ictus, ma della conseguenza di una dissezione spontanea dell’arteria carotide, una condizione rara e subdola in cui la parete del vaso si lacera internamente, aprendo e richiudendo un falso lume capace di generare nuovi eventi ischemici.
A quel punto la gestione del caso è diventata un esempio di sinergia specialistica. I neurologi hanno condiviso i risultati con i cardiologi guidati da Luigi Caliendo, responsabile di Cardiologia e Utic, e con il team di Emodinamica diretto da Gennaro Maresca. La decisione è stata immediata: intervenire, e farlo in tempi brevissimi.
Il giorno successivo, nel laboratorio di emodinamica, il dottor Maresca, affiancato dal dottor Di Lorenzo e dagli infermieri Bozzoli e Crisci, ha eseguito un delicato intervento mini-invasivo. Attraverso un accesso dall’inguine, è stato posizionato uno stent carotideo per stabilizzare definitivamente la parete dell’arteria e ripristinare un flusso sanguigno stabile verso il cervello.
Un gesto tecnico rapido ma decisivo, reso possibile dall’integrazione tra competenze differenti e da un’organizzazione ospedaliera in grado di attivare procedure complesse con tempistiche d’urgenza. L’intervento è riuscito. Oggi il paziente è clinicamente stabile e può iniziare la riabilitazione con prospettive di un recupero progressivo.
Per Giuseppe Russo, direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, il caso rappresenta molto più di un successo clinico: «Dimostra in modo esemplare quanto la collaborazione tra professionisti e reparti differenti sia fondamentale per salvare vite umane. L’ospedale di Nola ha messo in campo competenze elevate, tecnologie avanzate e una straordinaria capacità di lavorare in squadra. Il mio ringraziamento va a neurologi, cardiologi, personale di emodinamica e a tutto il personale sanitario coinvolto. È la prova del livello qualitativo che siamo in grado di garantire ai cittadini. Al paziente auguriamo un pieno e rapido recupero». Una storia che non è solo cronaca sanitaria, ma la fotografia di come un sistema pubblico, quando funziona, possa trasformare la complessità clinica in una prova di eccellenza.
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