Napoli, 8 Aprile – E’ una voce poetica che trasforma il dolore in un atto di resistenza e consapevolezza quella di Giuseppe Castellaneta che, nella sua opera “Nel centro della terra”, non si limita a scrivere ma scava, scendendo nelle profondità del vissuto per riportare in superficie una verità nuda, fatta di memoria, etica e una speranza che non teme di guardare in faccia anche il dolore. «Il titolo – spiega l’autore che vive a Polignano a Mare (Bari) – deriva da una poesia scritta dopo un intenso viaggio nelle isole Eolie. Sicuramente un viaggio introspettivo di chi si trova a immergersi nel proprio presente/passato, nel viaggio in una barca tra le isole di Stromboli e Vulcano e le loro immani presenze, la loro luce e l’inquietante immagine di presaga fine, dove sgorgano lava, lapilli e pensieri».

L’opera – pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore – si snoda come un percorso iniziatico tra paesaggi interiori e geografie reali. Castellaneta interroga il tempo e le relazioni, muovendosi con una poesia essenziale e vibrante capace di accogliere la fragilità dell’esistere senza mai cedere al nichilismo. È un viaggio dove l’intimo si fa universale e il dubbio diventa lo strumento per restituire senso ai frammenti della nostra umanità. Oltre ad una esplorazione psico-emozionale, l’autore rivolge lo sguardo alle cicatrici aperte del nostro tempo. I versi affrontano anche temi drammatici: la tragedia di Gaza e il dramma delle migrazioni, restituendo un volto umano a chi viene troppo spesso ridotto a mera statistica o problema sociale. Ma anche la piaga dei femminicidi, indagata attraverso un interrogativo radicale sulla natura del possesso: è possibile che un essere umano riduca l’altro a oggetto di proprietà privata?

Nelle pagine di Castellaneta, la perdita non è mai fine a sé stessa. Le assenze sono intrise di una nostalgia feconda, un sentimento che permette di attraversare il dolore senza smarrire la propria integrità. Accettare ciò che è stato, con il suo carico di rimpianto, diventa la chiave per abitare il presente con una pienezza rinnovata, in un equilibrio perfetto tra il ricordo e il riscatto: «Nei miei versi le perdite sono intrise di nostalgie e, al tempo stesso, di speranze». Con uno stile poetico libero, semplice e diretto, l’autore è capace di far dialogare la lirica del cuore con il rigore della coscienza: «Credo che la poesia sia un mezzo potente e diretto per rappresentare temi civili, anche i più duri e scottanti». L’autore vede la scrittura come un atto di compagnia. È l’idea che, condividendo la propria bussola interiore (fatta di errori, gioie e dubbi), si possa aiutare qualcun altro a ritrovare la propria rotta nel labirinto dell’esistenza. Nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore, parla di «un libro che punta all’autenticità del sentire del poeta, che, come compagno di viaggio, ci rende partecipe dei suoi slanci e disillusioni».

“Nel centro della terra”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Sono felice che il mio libro partecipi a questo evento – commenta il poeta -. Non voglio trasmettere nulla, ma raccontare i sentimenti, le cose della vita, con l’auspicio che possano suscitare interesse, possano far riflettere e magari far cambiare direzione, nei tanti crocicchi delle nostre esistenze».

La silloge “Nel centro della terra” verrà presentata venerdì 17 aprile 2026, alle ore 18, nella biblioteca “I Portici” di Fasano (Br). Dialogheranno con l’autore: l’assessore alla Cultura del Comune di Fasano, Cinzia Caroli e il poeta Vittorino Curci. Spazio anche per l’intervento musicale del pianista Vito Alessio Calianno. Evento ad ingresso libero.

Copertina Nel centro della terra

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