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Napoli, Villa Floridiana. Tagli del nastro a gogò: un’altra riapertura beffa

Intanto restano ancora chiusi il museo Duca di Martina e gran parte del parco. Un parco senza dipendenti, senza servizi igienici e senza neppure una buvette

 

Napoli, 2 Luglio – Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che, segnatamente da quando la villa Floridiana al Vomero è stata chiusa, a seguito del temporale del 22 dicembre dell’anno scorso, ha messo in campo una serie d’iniziative per sollecitare la riapertura integrale del parco, tra le quali una petizione online, indirizzando anche una nota al riguardo al presidente della Repubblica, Mattarella, interviene ancora una volta per denunciare i gravi ritardi che si registrano a tutt’oggi nella restituzione alla piena fruibilità del parco, con la possibilità di accesso dei cittadini a tutti i circa otto ettari interessati e con l’eliminazione di tutte, nessuna esclusa, le barriere presenti da quasi due lustri.

“Dopo oltre sei mesi dalla chiusura avvenuta il 23 dicembre dell’anno scorso, a seguito di un temporale che causò la caduta di un pino, la montagna ha partorito un altro dei più classici topolini – sottolinea Capodanno –. Così si susseguono le riaperture beffa di piccoli tratti, a mo’ di spezzatino,  valutabili in percentuali estremamente esigue rispetto all’intera estensione del parco. Già un mese fa, il 2 giugno, avvenne il primo taglio del nastro per restituire un solo prato e uno stretto viale laterale che conduce al belvedere. Il prossimo taglio restituirà invece solo il viale d’accesso dall’ingresso di via Cimarosa fino al prato centrale. Un paio di centinaia di metri di lunghezza. Tutto qui! “.

“Siamo in campagna elettorale e i partiti, con i loro candidati, sono a caccia di visibilità a buon prezzo ma questo non giustifica in alcun modo quella che appare come una vera e propria presa in giro – stigmatizza Capodanno -. Parlare d’inaugurazioni e di tagli del nastro offende anche l’intelligenza delle persone, visto che, dopo sei mesi di chiusura, non si è riusciti neppure a ripristinare la situazione quo ante. Difatti risulta sbarrata la scalinata nei pressi dell’ingresso di via Cimarosa, la quale avrebbe consentito  l’accesso a tutta l’area sopraelevata, posta sulla sinistra del viale principale,  tra le più belle e interessanti dell’intero parco, dove si trovano, tra gli altri, il boschetto delle camelie e il teatro di verzura, e dove c’è il prato con le giostrine per i bambini, peraltro vandalizzate e non ancora sostituite “.

“Si aggiunga – sottolinea Capodanno – che, dopo sedici mesi,  è calato il più completo silenzio sull’effettiva disponibilità dei due milioni di euro che dovevano essere impegnati per la manutenzione dell’intero parco, Dopo l’annuncio dello stanziamento, avvenuto con grande enfasi sui mass media nel marzo del 2019, a seguito di un incontro, svoltosi a Roma, tra l’allora ministro Bonisoli e il sindaco di Napoli, non si è saputo più nulla. Resta il dato che i lavori in questione non risulta che siano mai partiti e non si sa neppure se i fondi in questione siano stati mai effettivamente resi disponibili “.

“Restano poi ancora sul tappeto i problemi irrisolti del personale addetto alla guardiania, alla vigilanza e alla pulizia. Per un certo periodo – ricorda Capodanno – attraverso un protocollo d’intesa questo personale era stato messo a disposizione dal Comune di Napoli ma, scaduta e non rinnovata la convenzione, il parco era rimasto, negli ultimi tempi, completamente sguarnito. Chi vigilerà, per esemplificare, sull’osservanza dei divieti che impediscono l’accesso alle aree ancora interdette, visto che non è stato mai installato neppure un impianto di videosorveglianza? E chi controllerà gli ingressi in modo da evitare assembramenti e garantire che vengano rispettati i divieti imposti? Senza considerare che il parco non è dotato di servizi igienici autonomi e che l’unico punto di ristoro, che era presente nei pressi della scalinata che porta al belvedere, ha chiuso da tempo “.

“A questo quadro, già di per se non esaltante – continua Capodanno -, si aggiunge anche il dato che non risulta ancora comunicata la data di riapertura del museo nazionale della ceramica Duca di Martina, posto all’interno del parco, il quale dunque continua a rimanere chiuso, a differenza di altri luoghi di cultura che fanno capo al MIBACT, come, rimanendo al Vomero, Castel Sant’Elmo  e la Biblioteca “B. Molajoli”. Il tutto con conseguenti ripercussioni sia d’immagine che di natura economica, anche per il perdurare della sospensione di tutte le attività da svolgere all’interno del museo, in uno ai mancati introiti per i biglietti d’ingresso che costituiscono un’evidente perdita mentre gli  stipendi ai dipendenti della struttura e le spese di funzionamento continuano a gravare sulle casse dello Stato “.

Capodanno, al riguardo, assicura che continuerà a intraprendere tutte le iniziative, nelle sedi competenti, affinché, in tempi rapidi, il parco della villa Floridiana venga restituito integralmente ai cittadini, con la realizzazione di tutti, nessuno escluso, i lavori necessari. Inoltre, con l’occasione, rilancia la necessità di valutare, in tempi rapidi, ipotesi gestionali alternative, in considerazione  della pessima gestione attuale, che ha prodotto, nel tempo, come è sotto gli occhi di tutti, il grave stato di degrado e d’abbandono dello storico parco borbonico.

 


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