Il nuovo corso azzurro: l’anno del Centenario comincia dal San Carlo

Napoli, 14 Luglio – Il sipario si alza al Teatro San Carlo, simbolo della cultura napoletana, e il Napoli inaugura ufficialmente una nuova era. Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore azzurro e sceglie uno dei luoghi più prestigiosi della città per il primo incontro con stampa e tifosi. Al suo fianco il presidente Aurelio De Laurentiis, l’amministratore delegato Andrea Chiavelli e l’intero vertice societario, dal direttore sportivo Giovanni Manna al vicepresidente Edoardo De Laurentiis.

L’accoglienza è quella riservata ai grandi eventi, ma Allegri prova subito a stemperare la tensione con una battuta: «Per me tutta questa presentazione è anche troppo. È la prima volta che mi capita una cosa del genere». Poi il tecnico entra nel merito della nuova avventura, fissando fin da subito la rotta della stagione. «Napoli è una città pazzesca, ho sentito immediatamente l’affetto della gente. Sono molto contento di essere qui. Da domani, però, inizierà il lavoro: dovremo costruire le basi per arrivare a marzo ancora in corsa su tutti gli obiettivi, perché è quello il momento in cui si decidono le stagioni».

Allegri raccoglie il testimone lasciato da Antonio Conte, reduce dalla conquista dello scudetto, e riconosce il valore del lavoro svolto dal suo predecessore. «Eredito una squadra abituata a lavorare. Conte ha dimostrato tutto il suo valore e per me è la seconda volta che prendo in mano una squadra dopo di lui. Speriamo sia di buon auspicio, perché nella vita anche la fortuna conta». Parole che certificano la volontà di dare continuità a un gruppo già competitivo, senza rivoluzioni immediate.

Nessun dogma tattico: «Conta il sacrificio» – Sul piano tecnico Allegri evita di sbilanciarsi. Nessun modulo scolpito nella pietra, ma massima disponibilità ad adattare il sistema alle caratteristiche della rosa. «Il calcio è bello perché è opinabile. Possiamo giocare con più moduli, dipenderà dai calciatori che avrò a disposizione. Se avremo tanti esterni, li utilizzeremo. L’importante è continuare a lavorare con entusiasmo e spirito di sacrificio».

Alla domanda sui singoli, in particolare su Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, il tecnico preferisce rinviare ogni giudizio. «Finché non alleno i giocatori è difficile dare valutazioni. Da domani inizieremo a conoscerci. De Bruyne e Lukaku arriveranno il 5 agosto, prima si uniranno al gruppo McTominay e Lang. Intanto lavoriamo con chi è già qui».

Sul mercato Allegri conferma piena sintonia con la società. «Il mercato lo gestisce il club, noi lavoriamo insieme. Darò le mie valutazioni quando avrò visto tutta la squadra. Oggi bisogna essere competitivi ma anche sostenibili». Poi una battuta su Rasmus Hojlund, attaccante già seguito in passato. «L’anno scorso l’ho scansato, quest’anno l’ho preso. Sono molto contento di allenarlo».

Più che parlare di schemi, Allegri insiste sui principi che dovranno guidare il Napoli. «Nel calcio contano i numeri. Più allarghi la differenza tra gol fatti e gol subiti, più aumentano le probabilità di raggiungere gli obiettivi». Un concetto che riassume la filosofia del tecnico livornese: solidità, equilibrio e concretezza.

L’anno del Centenario – La stagione che sta per iniziare avrà un valore simbolico particolare, coinciderà infatti con il Centenario del Napoli. Un aspetto che Allegri vive con orgoglio ma anche con il senso della responsabilità. «È una grande responsabilità, ma anche un’enorme emozione. Per me è motivo di orgoglio allenare il Napoli nell’anno del Centenario. Abbiamo il dovere di centrare gli obiettivi».

Il tecnico guarda anche ai giovani e alla gestione della rosa. «Con così tante competizioni serviranno tutti. Ogni giocatore dovrà essere pronto, perché durante la stagione arriveranno inevitabilmente momenti di difficoltà».

E sull’etichetta di “allenatore aziendalista”, attribuitagli da De Laurentiis, risponde con convinzione. «Per qualcuno è un’offesa, per me è un complimento. L’allenatore deve gestire il patrimonio della società, cioè i calciatori. Oggi la vera sfida è essere competitivi senza perdere la sostenibilità economica».

La conferenza è stata anche l’occasione per fare il punto sul progetto del nuovo impianto. L’amministratore delegato Andrea Chiavelli ha annunciato che la società ha individuato un’area ritenuta idonea e che la progettazione è già in uno stato molto avanzato.

Aurelio De Laurentiis ha rilanciato l’ambizione del club parlando di «uno stadio da 70 mila posti con 120 sky box», tornando poi ad attaccare il sistema calcio europeo, giudicato economicamente insostenibile e troppo dipendente da UEFA e FIFA.

Tra visioni per il futuro e ambizioni sportive, il messaggio emerso dal San Carlo è chiaro. Il Napoli apre un nuovo capitolo affidandosi all’esperienza di Massimiliano Allegri. Le parole sono finite, ora tocca al campo. Da Castel Volturno parte la rincorsa a una stagione che, nell’anno del Centenario, promette di essere una delle più attese della storia azzurra.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.