Napoli, 9 Luglio – “Esprimo la mia totale e sincera solidarietà all’operatrice sanitaria del Cardarelli, vittima di un agghiacciante tentativo di strangolamento da parte di un paziente, e mi stringo a tutti i medici, gli infermieri e a quanti lavorano quotidianamente all’interno degli ospedali e delle strutture sanitarie per garantire il diritto alle cure della cittadinanza”. Lo dichiara Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali, con delega alla Sicurezza.

“Negli ultimi tempi alcuni livelli di sicurezza all’interno dei nostri presidi sono stati implementati – prosegue Buonajuto – ma dobbiamo riconoscere che la sola presenza di vigilanza e presidi di polizia non può bastare. Esiste senza dubbio un grave problema culturale, una deriva sociale che spinge le persone a individuare nei camici bianchi dei veri e propri nemici contro cui sfogare la propria frustrazione. È bene ribadire un concetto fondamentale: il diritto alla salute non si stabilisce e non si rivendica usando la violenza contro chi, con enorme sacrificio, è lì proprio per curarti e salvarti la vita. In questo contesto già fortemente esasperato, come giustamente sottolineato anche da Anaao Assomed, i processi sommari che si scatenano sulle piattaforme social non aiutano affatto ad allentare il clima di tensione. Questa rincorsa mediatica che cerca immediatamente un colpevole da linciare, quando i fatti non sono stati ancora minimamente accertati e chiariti dalle autorità preposte, rappresenta una deriva preoccupante che va fermata”.

“La verità è che si riesce a garantire la reale sicurezza del personale medico solo intervenendo sui nodi strutturali del sistema, aumentando gli organici e migliorando la qualità delle prestazioni e dei servizi erogati. Dobbiamo mettere gli operatori sanitari nelle condizioni di lavorare al meglio, evitando turni massacranti e offrendo il supporto necessario per affrontare l’enorme pressione delle emergenze che quotidianamente congestionano i pronto soccorso della nostra regione. Solo restituendo dignità e respiro al lavoro nei nostri ospedali potremo tutelare chi è in prima linea e ricostruire quel patto di fiducia tra cittadini e sanità che non può essere preso a calci e pugni”, conclude l’ex vicepresidente ANCI.

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