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Napoli, Gianni Lettieri a Radio CRC: “Se non arrivano soldi dal Governo bisogna dichiarare dissesto”

Napoli, 3 Dicembre – “Se il Governo mantiene gli impegni e si accolla o riconosce il grosso del disavanzo del Comune di Napoli anche se spalmato in 20 anni, sarebbe la soluzione migliore altrimenti, se così non fosse, quest’amministrazione dovrebbe assolutamente porsi un limite temporale entro il quale dichiarare il dissesto”. Lo ha detto il presidente Atitech, Gianni Lettieri intervenendo questa mattina durante la trasmissione Barba&Capelli su Radio Crc Targato Italia.
“Manfredi è una persone seria e perbene come ho già avuto modo di dire, se andasse avanti ancora per qualche mese poi la responsabilità ricadrebbe sulle sue spalle e non sarebbe giusto. Il disavanzo è arrivato a livelli inconcepibili ed è per questo che se non arrivano risposte veloci e concrete da Roma l’unica alternativa è dichiarare dissesto. Il territorio ne soffrirebbe di sicuro per un periodo ma, poi si libererebbero risorse e la città potrebbe finalmente ripartire. Dalle crisi nascono le opportunità, bisogna troncare con il passato perchè è un fardello economico troppo pesante da lasciare sulle spalle dei napoletani per i prossimi 20-30 anni”.  
Sulla vicenda Leonardo il presidente di Atitech ha dichiarato: “Non mi preoccupa il periodo di cassa integrazione, hanno sofferto tutte le aziende, se manca l’attività, vengono meno le commesse e quindi si fa un periodo di cassa integrazione. Quello che mi spaventa di più su Leonardo é l’assenza di prospettive a lungo termine sulle attività”.
Il presidente Gianni Lettieri è poi intervenuto sulla vertenza Whirlpool e ha affermato: “Credo poco nei consorzi che intervengono per salvare le imprese, in Italia abbiamo pochissimi casi di successo di queste operazioni. Nello specifico della Whirlpool non conosco le imprese interessate ed il progetto. Ma spezzettare le attività, riconvertire la manodopera non è mai cosa semplice. L’errore commesso è stato perdere troppo tempo a cercare qualcuno che facesse una riconversione, bisognava trovare un imprenditore anche piccolo, giovane che avesse voglia di crescere, costringere Whirlpool ad affidargli un contratto per la fornitura di lavatrici ad un prezzo prestabilito e rispettando qualità e tempi di consegna. Whirlpool avrebbe accettato perché l’unico interesse è avere merce a prezzi competitivi e di qualità. Questa – ha concluso Lettieri – era l’unica operazione da perseguire per una soluzione veloce”.

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