Un messaggio di pace dalla strada dei presepi in solidarietà con Gaza: l’arte artigiana si fa voce contro il silenzio della guerra.
Napoli, 18 Giugno – Nel cuore pulsante del centro antico, tra le botteghe di pastori e natività, a San Gregorio Armeno, si leva un messaggio forte, scritto in dialetto ma comprensibile a tutti: “Si ce stammo zitti murimmo pure nuje” – “Se taciamo, moriamo anche noi”. È parte dello striscione esposto dagli artigiani del presepe, sospeso tra le botteghe e i turisti, come atto pubblico contro la guerra in Palestina e in segno di solidarietà con il popolo di Gaza.
A promuovere l’iniziativa è stata l’associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno, che in un comunicato ha spiegato: “In un tempo in cui il silenzio rischia di diventare complicità, abbiamo deciso di esporci con coraggio e chiarezza dalla parte della pace”.
Un gesto simbolico, ma non per questo meno potente. “Non è un attacco a un popolo – ha chiarito Vincenzo Capuano, presidente dell’associazione – ma un appello a favore della pace e della giustizia per tutti. Crediamo che anche in Israele ci siano cittadini disgustati da questo massacro. E proprio per questo non possiamo restare inermi mentre la storia ci chiede da che parte stare”.
Lo striscione richiama esplicitamente il dramma dei più piccoli: “Sotto ‘e bbombe moreno ‘e creature…” – “Sotto le bombe muoiono i bambini…” – con un tono che rompe il frastuono dell’indifferenza e interpella chiunque attraversi quella strada, famosa in tutto il mondo per la sua tradizione artigiana.
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della comunità palestinese. Jamal Qaddorah, intervenuto in rappresentanza della diaspora, ha dichiarato: “Abbiamo accolto con gioia questo gesto fatto con il cuore. Bisogna che cessino subito i bombardamenti e che si fermi la strage di un popolo, soprattutto quella dei bambini”.
San Gregorio Armeno, da sempre simbolo di arte e spiritualità, oggi diventa anche luogo di memoria attiva e impegno civile. In un mondo dove la neutralità spesso si maschera da prudenza, gli artigiani napoletani scelgono di parlare. Perché, come recita lo striscione, “si ce stammo zitti murimmo pure nuje”. Tacere, di fronte al dolore, non è mai un’opzione neutrale. È un atto che pesa. E a Napoli, almeno qui, qualcuno ha scelto di non restare in silenzio.
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