230 milioni di vittime e un obiettivo da raggiungere entro il 2030

Napoli, 6 Febbraio – Ad oggi, oltre 230 milioni di ragazze e donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF). Un numero drammatico, denunciato con forza dalle agenzie delle Nazioni Unite, in particolare Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e Fondo per la Popolazione (Unfpa), in occasione della Giornata internazionale di tolleranza zero per le MGF.

Nonostante i progressi registrati in alcuni Paesi, il rischio per milioni di bambine rimane altissimo: se non si interviene con urgenza, altre 27 milioni di ragazze potrebbero subire questa violazione dei diritti umani entro il 2030. Un orizzonte temporale che, allo stato attuale, sembra ancora lontano dall’obiettivo di eradicare questa pratica.

Una violazione dei diritti umani con conseguenze devastanti – Le MGF sono una pratica profondamente radicata in molte culture, ma non per questo meno inaccettabile. Lacerazioni, infezioni, dolore cronico, complicazioni durante il parto e traumi psicologici sono solo alcune delle conseguenze che accompagnano le sopravvissute per tutta la vita.

“La mutilazione genitale femminile è una violazione dei diritti umani che infligge cicatrici fisiche, emotive e psicologiche profonde. Dobbiamo agire subito per fermare questa pratica dannosa”, hanno dichiarato congiuntamente Catherine Russell (Unicef), Tedros Adhanom Ghebreyesus (Oms) e Natalia Kanem (Unfpa).

Se da un lato si registrano progressi in Kenya e Uganda, dove iniziative guidate dalle comunità stanno dimostrando l’efficacia dell’azione congiunta, dall’altro emergono segnali preoccupanti. In Gambia, ad esempio, persistono i tentativi di abrogare il divieto di MGF, rischiando di vanificare anni di impegno per il cambiamento.

Secondo i dati ONU, dei 31 Paesi in cui si raccolgono statistiche ufficiali, solo sette sono sulla buona strada per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile che prevede l’eliminazione delle MGF entro il 2030. Un risultato che impone un’accelerazione immediata e decisa.

Gli esperti concordano: per porre fine alle MGF servono più investimenti, alleanze rafforzate e un impegno concreto da parte dei governi e delle comunità locali. Educazione, protezione sociale, advocacy e supporto alle sopravvissute sono strumenti imprescindibili.

Dal 2008, grazie al Programma congiunto Unfpa-Unicef, quasi 7 milioni di ragazze e donne hanno avuto accesso a servizi di prevenzione e protezione. Inoltre, 48 milioni di persone hanno dichiarato pubblicamente di voler abbandonare questa pratica, dimostrando che il cambiamento è possibile.

Ma la strada è ancora lunga. L’ONU lancia un appello: “Acceleriamo il passo e agiamo con urgenza”. Il tempo stringe, e con esso il destino di milioni di bambine in tutto il mondo.

Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.

Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.