Napoli, 3 Giugno – L’ingresso nella Medina, la parte antica della città di Marrakech, è sorprendente perché si ha la sensazione di essere catapultati in un set cinematografico. Le mura rosse che racchiudono le strade che pullulano di persone, carretti, bancarelle, cavalli e asinelli evocano la città fantastica di Agrabah presente nel lungometraggio Disney “Aladdin” del 1992. Proprio come nel film, nelle stradine strette sono presenti venditori di tappeti, lampade, spezie, teiere e oggetti vari. Nella vasta e spettacolare piazza principale Jemaa el-Fnaa si può assistere alle performance degli incantatori di serpenti, si possono incontrare le scimmiette come Abu, l’amico fidato di Aladdin, e ci si può imbattere in tatuatrici che con insistenza e contro parere vogliono decorare il tuo corpo con un tatuaggio all’ hennè.
A fare capolino sulla piazza è la Moschea di Koutoubia affiancata dall’alto Minareto in arenaria rossa che termina con archi sovrastati da maioliche verdi e azzurre. La Moschea, usata esclusivamente come luogo di preghiera e culto dai musulmani, non è accessibile ai turisti, ma è possibile ugualmente contemplare il suo fascino dall’esterno e passeggiare nei giardini che la circondano. Le attrazioni più turistiche di Marrakech come il Palazzo El Bahia e le Tombe Saadiane ricordano molto le architetture andaluse seppure più piccole, meno appariscenti e tenute peggio. Nella sala principale del Mausoleo sopra citato, detta delle dodici colonne, non è possibile entrare, ma affacciarsi per poco tempo dopo aver fatto una lunga fila per poter ammirare le Tombe realizzate in marmo di Carrara. Il vero fiore all’occhiello della città è la Madrasa di Ben Youssef che nacque come scuola teologica, una delle più importanti del Nord Africa.
La struttura fu ultimata nel XVI secolo. Il cortile della Madrasa lascia i visitatori a bocca aperta: è composto da una vasca rettangolare e circondato da piastrelle colorate dai motivi geometrici e floreali. Intorno al cortile sono presenti su due livelli le modeste celle degli studenti che venivano dalle città circostanti per studiare il Corano e la giurisprudenza islamica. Se si hanno a disposizione più giorni è possibile fare un safari nel deserto del Sahara Merzouga per poter rimirare le dune dorate. In alternativa si può optare per un’escursione di mezza giornata nel vicino deserto di Agafay di natura rocciosa in cui poter fare una passeggiata rilassante sui cammelli al tramonto, una corsa adrenalinica sui quad, sorseggiare il tipico tè alla menta, cenare sotto le stelle assistendo a uno spettacolo dei mangiafuoco. L’immensità e il silenzio del deserto si pongono in pieno contrasto al caos e ai rumori della Medina, il beige della sabbia si oppone ai colori vivi della città. Marrakech è un ossimoro che prende vita!
Emanuela Gambardella
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