Marigliano, 24 Aprile – Terremoto nel PD Mariglianese. Si è dimesso il segretario cittadino Antonio Sullo. Non si riconosce nel progetto politico di un grande centrosinistra nato in queste ultime ore, con a capo Gaetano Bocchino. Una scelta quella di Bocchino che piace alla città che vuole respirare aria nuova, ma che non mette d’ accordo la politica. “Ho sempre rispettato e sostenuto le indicazioni che venivano dal partito in tutte le sue articolazioni locali, provinciali, regionali e nazionali. Nonostante tutto l’impegno profuso, la proposta di governo della città avanzata il 15 aprile 2025 insieme ad altre forze politiche cittadine (Azzurra Libertà e Cambia con Noi) e condivisa con gli organi provinciali del partito non è giunta a definizione. Nella giornata odierna, a meno di 48 ore dalla presentazione delle liste, sono stato informato che ci sono nuove indicazioni a costruire un assetto di coalizione completamente differente. Ci sono domande che ad oggi non trovano risposta.
Si fa avanti la proposta che il Partito Democratico deve ricostruire un’alleanza con gli esponenti politici che dinanzi al tragico evento giudiziario del 2020, confluirono su un fronte opposto. In quell’occasione il Partito locale reagì al momento straordinario con una scelta definita di “Salute Pubblica”. Ci furono in quel frangente scelte di ogni genere: ci fu chi ritenne inopportuna la prosecuzione dell’impegno politico (per ovvi motivi), chi scappò, chi restò a guardare. Ci fu consigliato e si scelse, tra inumani sforzi e lacerati rapporti personali e politici, un percorso che fu premiato alle urne. Oggi con l’indicazione di ritornare a quel vecchio schema si disconoscono i risultati del lavoro amministrativo fatto e tutta la fatica profusa per bonificare il clima politico cittadino.
Abbiamo sbagliato allora o stiamo sbagliando oggi? Inoltre in questi quasi 5 anni di amministrazione abbiamo avuto un alleato, che proveniva da una storia politica diversa, ma ha sempre dimostrato lealtà ed affidabilità. Ci è stato affianco durante la notte più buia. A lui il mio partito oggi non riconosce pari dignità politica sul piano del confronto. Valido sodale nella tempesta, figlio reietto nelle giornate di sole? Queste posizioni a dir poco schizofreniche non mi appartengono. Non ci sono più ragioni per continuare la mia esperienza di segretario cittadino. Per conservare un minimo di dignità riesco ad intravedere soltanto la scelta di una attestazione di bandiera. La stessa per la quale abbiamo calpestato affetti, relazioni, posizioni in nome di un valore più alto”.
Anita Capasso
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