Marigliano ancora in ginocchio per gli allagamenti: commercianti esasperati, riemerge il caso dei finanziamenti perduti

Marigliano, 3 Luglio – Gli allagamenti di Marigliano? Tra fondi spesi e fondi persi la cloaca e’ sempre qui al primo violento acquazzone la laguna sommerge la city. Intanto un tentativo di risolvere il problema c’era. Tommaso Barbato, senatore nel 2006, infatti, fece inserire Marigliano tra i comuni alluvionati con opportunità finanziamenti ad hoc. Ma che fine hanno fatto i soldi tra quelli spesi inutilmente e quelli persi? E’ lo stesso Tommaso Barbato a chiarire i fatti.

“ALLAGAMENTI MARIGLIANO E’ GIUSTO CHE I CITTADINI SAPPIANO: MARIGLIANO HA TUTTE LE RAGIONI PER INDIGNARSI. IO, FORSE, ANCORA DI PIÙ. Nel 2006, da componente della Commissione Bilancio del Senato, riuscii a inserire Marigliano nella Legge Finanziaria tra i Comuni destinatari di finanziamenti straordinari per i danni provocati dalle alluvioni. In origine il provvedimento riguardava altre realtà colpite dagli eventi calamitosi. Con determinazione, e non senza difficoltà, ottenni che fosse inserita anche Marigliano, per affrontare e risolvere definitivamente il problema storico degli allagamenti del centro cittadino. Il percorso parlamentare, però, fu tutt’altro che lineare. Dopo l’approvazione al Senato, il testo arrivò alla Camera e, inspiegabilmente, il nome di Marigliano era scomparso. Tornato al Senato, riuscimmo a reinserirlo. Ma, nel testo definitivo trasmesso dal Governo, Marigliano era stata nuovamente cancellata. A quel punto mi ribellai formalmente, diffidando il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti. La vicenda fu così grave che il Presidente del Senato, per la prima volta nella storia parlamentare, dovette dichiarare ufficialmente che “per mero errore di trascrizione” era stato omesso il riferimento a Marigliano.

Solo così il finanziamento venne definitivamente ripristinato. Ricordo anche un episodio curioso avvenuto in Aula. L’onorevole Roberto Castelli, della Lega, chiese ironicamente cosa c’entrasse Marigliano con quel provvedimento destinato ad altre Regioni. Un collega rispose scherzando: “Il fratello di Barbato si è dimenticato il rubinetto aperto.” La battuta è riportata nei verbali parlamentari. Al di là dell’ironia, ciò che contava era aver ottenuto un risultato concreto per la nostra città. Grazie a quel lavoro, Marigliano ottenne la prima tranche di 2 milioni e 500 mila euro. Erano però previste altre due tranche dello stesso importo, per il 2008 e il 2009. Ed è qui che nasce la vera amarezza. Per negligenza dell’amministrazione comunale dell’epoca, quei finanziamenti non furono richiesti nei termini previsti e andarono in perenzione, cioè furono definitivamente persi. Nel frattempo, grazie alla preziosa collaborazione della Regione Campania, in particolare del dirigente Schiavone, e della GORI, era stato predisposto un progetto innovativo che avrebbe intercettato le acque piovane provenienti da Somma Vesuviana prima che raggiungessero Marigliano, eliminando alla radice il problema degli allagamenti. Riuscii ad avere il Progetto finanziato dalla Gori senza aggravio per le casse comunali. Quel progetto, però, non fu mai realizzato.

Le amministrazioni successive, avendo perso i finanziamenti previsti per completarlo, decisero di modificarlo radicalmente, sostituendo il sistema originario di più opere di intercettazione con un unico collettore. Una scelta che ha ridimensionato un intervento nato per risolvere definitivamente un problema storico della città. Ecco perché oggi Marigliano ha tutto il diritto di indignarsi. Perché un’occasione storica, conquistata con fatica nelle istituzioni, è stata in parte vanificata non per mancanza di risorse, ma per responsabilità amministrative”. L’appello dei commercianti esasperati, qualcuno anche in lacrime per i danni subiti: i locali e la merce sono stati letteralmente travolti dall’ acqua piovana. Quanti sacrifici persi in una manciata di minuti.

Anita Capasso

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