Politica

Manovra, dopo la Camera anche il Senato approva lo scostamento di bilancio

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Roma, 26 Novembre – Anche l’Aula del Senato ha approvato (dopo la Camera questa mattina) con 278 sì, 4 no e 4 astenuti, la risoluzione presentata dalla maggioranza che approva la richiesta del Governo di un quarto scostamento di bilancio per il 2020 pari 8 miliardi. 

Anche il centrodestra, unito, ha votato a favore a Montecitorio prima e a Palazzo Madama poi. Un voto accolto con soddisfazione dal presidente del Consiglio (“un ottimo segnale in questo momento di particolare difficoltà che sta attraversando il Paese”), che auspica possa ora proseguire il dialogo con le opposizioni, alle quali riconosce “un approccio costruttivo” e per questo le ringrazia, “in particolare, quanti hanno voluto perseguire” questa linea “sin dall’inizio, con determinazione ma sempre nella chiarezza dei ruoli”, aggiunge riferendosi – senza citarla espressamente – a Forza Italia. Giuseppe Conte rivendica: “Il voto è anche il segno che le linee di intervento programmate dal governo” sugli autonomi “sono indirizzi che godono di ampio apprezzamento da parte di tutte le forze politiche, in quanto ritenute, evidentemente, rispondenti ai bisogni più urgenti della comunità nazionale”. 

Dopo una lunga trattativa con maggioranza e governo, è stato Silvio Berlusconi a rompere gli indugi e annunciare già in mattinata, prima dell’avvio della seduta dell’Aula di Montecitorio, il voto favorevole di Forza Italia. Una mossa che di fatto ha forzato la posizione di Lega e FdI, fino a quel momento ancora prudenti in attesa di una risposta favorevole da parte dell’esecutivo alle richieste su autonomi e partite Iva. Alla fine, la risposta del governo arriva, messa nero su bianco nella risoluzione di maggioranza. Il passaggio cruciale recita: “Sono da considerare favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno a lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti del fatturato; è necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”. Il centrodestra presenta una risoluzione unitaria, su cui l’esecutivo dà parre contrario. Ma ormai la partita è già chiusa, arriva il via libera anche di FdI e Lega. Voto unanime che è stato bissato anche al Senato. 

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