Napoli, 19 Giugno – E’ a rischio la salute dei cittadini con gli inganni messi in campo dai trafficanti di olio che fanno crollare i prezzi dell’olio extravergine d’oliva italiano, praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno. Clorofilla, olio deodorato, sostanze chimiche usate per ingannare gli italiani sulla reale qualità dell’olio sono alcune delle pratiche più diffuse che rovinano il sistema Italia. Il tutto mentre gli arrivi dall’estero spingono sempre più al ribasso le quotazioni, favorendo speculazioni e frodi che minacciano la sopravvivenza delle aziende tricolori e ingannano i cittadini. Prodotti che finiscono anche nelle scuole e negli ospedali, compromettendo la salute di bambini e malati, e per questo bisogna lavorare affinché nelle mense vengano utilizzati solo prodotti italiani, sicuri e di qualità.
Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno preso parte il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni. In piazza cinquecento agricoltori della Campania con in testa il presidente regionale Ettore Bellelli e la presidente Aprol Campania Veronica Barbati.
Le due organizzazioni sollecitano inoltre un’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione, a tutela del reddito degli olivicoltori. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con la successiva aggiunta dell’olio di oliva vergine, di minor pregio.
Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.
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