Anacapri, 13 Aprile – Il borgo di Moscufo è diventato il palcoscenico di un incontro storico che ha ufficialmente gettato un ponte d’oro verde tra le terre d’Abruzzo e l’Isola di Capri. Sabato 11 aprile 2026, l’evento dedicato al futuro dell’olivicoltura mediterranea ha celebrato un legame che va ben oltre la semplice collaborazione istituzionale, fondandosi su una rivelazione scientifica di straordinaria portata. Grazie agli studi condotti dai ricercatori del CNR-IBBR di Perugia, rappresentati durante il convegno dai dottori Roberto Mariotti e Soraya Mousaviè stato infatti dimostrato come la cultivar autoctona “La Dritta”, simbolo dell’olivicoltura moscufese, condivida lo stesso DNA della “Minucciola”, la varietà che caratterizza gli olivi secolari di Anacapri. Questa scoperta ha trasformato il dibattito tecnico in una riflessione profonda sull’identità e sulla tutela del paesaggio, evidenziando come la cura della terra possa trasformarsi in un potente motore di sviluppo turistico e sociale per entrambe le comunità.

Il convegno, moderato con competenza dalla dottoressa Sabrina De Lucapresso l’Auditorium “Frantoio delle Idee”, ha visto alternarsi voci autorevoli del mondo scientifico e associativo. Il coordinatore dell’Associazione L’Oro di Capri, Carlo Alessandro Lelj Garolla, insieme al vicepresidente Vincenzo Torelli, ha dialogato con esperti del calibro della biologa Eugenia Cerasoli e del Cavaliere Silvano Ferri, esplorando le prospettive economiche legate alla valorizzazione degli oli di eccellenza. Durante i lavori è emersa con forza la necessità di proteggere questo patrimonio di biodiversità dalle sfide poste dai cambiamenti climatici, un tema cruciale che i relatori del CNR si sono impegnati ad approfondire in un prossimo incontro dedicato specificamente alla resilienza della Dritta moscufese. Il confronto ha coinvolto anche realtà prestigiose come l’Istituto De Cecco, Slow Food Vestina, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e il Consorzio di Tutela DOP, delineando una strategia comune che unisce storia, tradizioni e moderne pratiche agronomiche scandite dalla stagionalità del Mediterraneo.

L’esperienza teorica si è poi tradotta in emozione sensoriale durante lo show cooking presso il ristorante Il Nuovo Casereccio. In un’alternanza di gesti e sapori, lo chef del rinomato ristorante Columbus di Anacapri e lo chef del Nuovo Casereccio hanno esaltato le sfumature organolettiche degli oli prodotti dalle due associazioni. I Ravioli Capresi e il gelato ai due oli hanno rappresentato il perfetto connubio tra la DOP Aprutino pescarese e l’extravergine biologico di Anacapri, offrendo ai presenti una testimonianza concreta di come la qualità estrema dell’olio EVO possa elevare la tradizione culinaria. La giornata si è infine conclusa in un’atmosfera di grande suggestione artistica grazie al tributo della Filarmonica di Moscufo. Il gran concerto finale, arricchito dalla voce del soprano Manuela Navelli e incentrato sul repertorio della musica classica napoletana, ha suggellato in note un’unione che promette di durare nel tempo, rendendo le comunità più consapevoli del valore inestimabile della propria terra e delle straordinarie potenzialità culturali che scaturiscono da questa sinergia tra terra e mare.

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