Dalla professione forense alla maternità, dalla lotta al bullismo e alla violenza di genere al Premio “Donna, lo devi a te”: l’avvocato racconta il suo impegno per i diritti e le nuove generazioni.

Napoli, 10 Ottobre – Un dialogo aperto sulla professione forense, la maternità e l’impegno sociale. Dalla lotta al bullismo e alla violenza di genere fino all’ideazione del prestigioso Premio “Donna, lo devi a te”, promosso insieme a un autorevole Comitato Scientifico. “Felice, soddisfatta e stanca. La dura vita da avvocato”. Le prime parole dell’avvocato Giovanna Russo, in una intervista concessa in esclusiva.

Avvocato, la sua giornata si divide tra le aule di tribunale, l’impegno sociale sul territorio e il ruolo di giovane madre. Come si armonizzano queste dimensioni e cosa significa oggi essere una giovane penalista?

“Essere una giovane penalista oggi richiede determinazione, rigore metodologico e un costante aggiornamento. La professione penale non è un semplice lavoro: è una vocazione che ti porta a contatto con le pieghe più delicate e complesse della natura umana e dei diritti fondamentali.

Essere madre, tutt’altro che rappresentare un limite, ha affinato il mio sguardo. La maternità insegna l’empatia, l’ascolto attivo e la gestione delle responsabilità sotto pressione — qualità che riporto ogni giorno nel mio lavoro in studio e in tribunale. Vuol dire dimostrare, nei fatti, che le giovani donne non devono scegliere tra la realizzazione professionale e la vita familiare, ma possono portare nel mondo forense un valore aggiunto fatto di competenza e sensibilità”.

Il suo percorso si caratterizza per una spiccata attenzione al sociale, in particolare nei temi del contrasto al bullismo e alla violenza di genere. Qual è la situazione sul campo?

“Dal punto di vista giudiziario e sociale, ci troviamo di fronte a sfide complesse. Il bullismo e il cyberbullismo tra i giovanissimi, così come le diverse forme di violenza di genere, non sono meri fatti di cronaca: sono spie di un disagio culturale profondo.

Come avvocato, il mio compito non si esaurisce nella tutela legale in aula; sento la responsabilità di fare prevenzione. Dobbiamo far capire ai giovani che la prevaricazione non è mai manifestazione di forza, ma di fragilità, e che la rete e le piazze reali richiedono lo stesso rispetto per la dignità altrui. Alla violenza si risponde con la cultura della legalità e la consapevolezza dei propri diritti”.

Qual è il messaggio principale che si sente di rivolgere alle donne e alle giovani generazioni?

“Alle donne dico: non abbiate mai paura di occupare lo spazio che vi spetta. La propria dignità, l’indipendenza e la libertà personale non sono negoziabili. Non accettate mai alcuna forma di controllo o prevaricazione mascherata da affetto.

Ai giovani dico: siate custodi della vostra libertà e di quella degli altri. Abbiate il coraggio di denunciare, di non voltarvi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie e di scegliere sempre il dialogo e il rispetto reciproco come uniche armi di confronto”.

Lei è l’ideatrice del Premio “Donna, lo devi a te”. Com’è nata questa iniziativa e qual è la sua struttura scientifica ed esecutiva?

“Il Premio “Donna, lo devi a te” nasce dall’esigenza di creare un momento tangibile di riconoscimento e riflessione sul valore della figura femminile e sul contributo straordinario che molte personalità offrono quotidianamente alla società. Il titolo stesso è un promemoria: un invito ad ogni donna a riconoscere il proprio valore e a realizzarsi.

L’iniziativa si avvale di un Comitato Scientifico di altissimo profilo, composto da illustri professori universitari, autorevoli esponenti delle Forze dell’Ordine, dirigenti della Pubblica Amministrazione ed esperti del settore giuridico e sociale. La presenza di un parterre così prestigioso garantisce il rigore nella selezione dei profili e conferisce all’iniziativa un valore istituzionale di primaria importanza.

Tra i premiati figurano personalità di spicco del panorama nazionale e locale — figure che con il loro lavoro quotidiano incarnano perfettamente i valori di giustizia, solidarietà, merito e tutela dei diritti che il Premio intende promuovere e diffondere”.

Qual è l’auspicio per il futuro del suo impegno professionale e sociale?

“Proseguirò con la stessa passione. Continuare a difendere i diritti nelle sedi opportune, promuovere la cultura del rispetto nelle scuole e nella società civile, e contribuire a costruire un contesto in cui i nostri figli possano crescere liberi da ogni forma di violenza e pregiudizio”.

Filomena Carrella

9ee435b3 23e6 43d1 8f4c a647c37ce2ac
L’avvocato Giovanna Russo
Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie.
 
SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa.