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Incanto d’Arte ad Avella, Vallario: «La bellezza può diventare il fiore all’occhiello del territorio»
Napoli, 1 Ottobre – Si sono da poco spente le luci su Incanto d’Arte, la tre giorni espositiva che ha trasformato Avella in un palcoscenico dedicato alla creatività e alla bellezza. Un evento intimo e suggestivo che ha saputo fondere il fascino della storia locale con la forza espressiva dell’arte contemporanea, richiamando appassionati e visitatori: circa 30.000 presenze complessive ad Avella e 5.000 visitatori specifici per la mostra.
Anima e mente di questa riuscita manifestazione artistica è Anna Maria Vallario, che ha guidato l’iniziativa nel doppio, delicato ruolo di artista ed espositrice e di direttrice artistica. Subito dopo la chiusura della mostra, l’abbiamo incontrata per fare un bilancio dell’esperienza, parlare del legame speciale tra arte e territorio e scoprire quali emozioni si nascondono dietro le quinte di un progetto così ambizioso.
Come nasce l’idea di Incanto d’Arte e perché hai scelto proprio Avella come cornice per questa tre giorni?
“L’idea nasce come naturale estensione di Incanto d’Arte Gallery, un mio progetto di galleria virtuale dedicato alla promozione dell’arte e della cultura. Il format dell’evento ha preso forma grazie alla collaborazione con gli organizzatori della manifestazione Pane Ammore e Tarantella (la Pro Loco Clanis), che ringrazio di cuore per la fiducia dimostrata. Da questa sinergia il progetto si è evoluto in una vera e propria mostra, giunta ormai alla sua seconda edizione, che vede protagonista un collettivo di artisti locali apprezzati sia a livello nazionale che internazionale.
La scelta di Avella e della sua specifica location risponde a ragioni ben precise: l’evento nasce per legarsi a doppio filo al territorio, valorizzandone il patrimonio culturale e i monumenti. La sede di quest’anno, la Cappella del Sacro Nome di Gesù (la più antica della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli in Piazza San Pietro), è stata selezionata dal collaboratore artistico, l’architetto e “avellano doc” Dario Luciano, per il suo straordinario valore storico e visivo. Grazie al supporto fondamentale della Pro Loco Clanis, Avella si è rivelata la cornice ideale per trasformarsi in un vivace incrocio di arte, tradizione e accoglienza”.
A sipario chiuso, qual è il primo bilancio di questa II edizione? C’è un momento o un’emozione in particolare che ti porti a casa?
“È stata per me un’emozione pura avere in esposizione opere di tale eccellenza. Il pubblico ha apprezzato moltissimo lasciando solo commenti positivi, e in molti hanno espresso il desiderio di ritornare per la prossima edizione”.
Che tipo di accoglienza c’è stata da parte della comunità locale e dei visitatori arrivati per l’evento?
“I visitatori sono stati tantissimi e di grande qualità. Quest’anno, oltre all’apertura al pubblico per l’intera giornata, c’è stata la possibilità di vivere momenti animati dagli artisti in cui ero presente anch’io: i visitatori hanno potuto dialogare d’arte, assistere a performance e conoscere direttamente gli artisti”.
Gestire l’organizzazione di un evento complesso e contemporaneamente esporre le proprie opere richiede energie diverse. Come sei riuscita a far convivere la visione logistica dell’organizzatrice con la sensibilità dell’artista?
“Organizzare e al contempo esporre le mie opere mi permette di avere la sensibilità giusta nell’approccio con gli altri artisti espositori, comprendendone esigenze e stati d’animo. La logistica è il mio campo: mi piace organizzare tutto nei minimi particolari e il lavoro parte molti mesi prima dell’evento”.
Quali temi centrali hai voluto far emergere attraverso le opere selezionate per la mostra?
“Il tema principale ha lasciato libero ogni artista di esprimersi con la propria tecnica, chiedendo al contempo di rendere omaggio al proprio Maestro della Storia dell’Arte preferito”.
Quanto è importante oggi portare l’arte contemporanea fuori dai circuiti tradizionali della grande città e radicarla nei borghi e nei territori ricchi di storia?
“Non è facile proporre mostre di spessore al di fuori dei circuiti delle grandi città, perché spesso nei nostri territori ci si disabitua ad organizzare un’uscita per andare a vedere una mostra. È proprio in questi casi, però, che si offre al turista e al turismo lento una risposta culturale e artistica in più, fatta di bellezza e creatività, che può diventare un vero fiore all’occhiello per il nostro territorio”.
In che modo la bellezza del luogo ha interagito con le opere in mostra? Pensi che l’ambiente abbia dato un valore aggiunto alle creazioni esposte?
“La bellezza straordinaria del luogo è stata riscoperta anche grazie all’apertura della mostra d’arte. Allo stesso tempo, è la qualità delle opere che fa la differenza, e i miei artisti sono stati veramente bravi: Salvatore Bottone, Anna Colmayer, Gianfranco Coppola, Lina D’Avanzo, Maria De Riggi, Antonio Esposito, Dario Luciano, Antonio Martinelli , Adelina Mauro, Celeste Napolitano, Lucia Rossi, Ernesto Santaniello, Francesca Sgambato LiberArt, Anna Maria Vallario”.
Cosa speri che il pubblico abbia portato con sé dopo aver visitato Incanto d’Arte?
“Spero che il pubblico abbia portato con sé l’incanto della bellezza, l’ispirazione e il desiderio di ritornare ad approfondire l’arte e la storia del nostro territorio”.
Incanto d’Arte diventerà un appuntamento fisso? Quali sono i tuoi prossimi progetti, sia come organizzatrice che per la tua produzione artistica personale?
“La mostra Incanto d’Arte – Omaggio agli Artisti della Storia dell’Arte è nata con l’idea di un tour, quindi ho intenzione di riproporla nelle scuole e in altri Comuni. Per quanto riguarda la mia produzione artistica personale, nell’immediato futuro sarò presente alla mostra del Consorzio della Cartapesta Nolana dedicata a San Francesco d’Assisi con tre opere:
La prima, interamente in cartapesta, raffigura San Francesco e il lupo sotto l’albero di melograno; la seconda, realizzata in tecnica mista tra pittura e cartapesta con rilievi modellati a mano, raffigura La predica di San Francesco agli uccelli; la terza, interamente pittorica, rappresenta San Francesco in Estasi tra le braccia di un angelo, ispirata al primo dipinto religioso del Caravaggio. La mostra si svolgerà dal 1° al 4 ottobre presso il Santuario della Madonna della Speranza a Marigliano. Inoltre, il 10 ottobre esporrò una mia opera presso il Palazzo di Città di Salerno nell’ambito del Premio Internazionale Koinè, dove sarò tra gli artisti premiati”.
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