Napoli, 15 Luglio – “Su questa legge elettorale è successo davvero di tutto. Giorgia Meloni presenta una legge elettorale senza preferenze, inemendabile e incostituzionale. Poi il capogruppo di Fratelli d’Italia presenta un finto emendamento sulle preferenze, che viene bocciato dalla stessa maggioranza, finita persino sotto con i numeri. Un pasticcio politico clamoroso”. Così Carmela Auriemma, Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e Coordinatrice M5S della Provincia di Napoli, commenta l’esito del voto di ieri a Montecitorio sulla riforma della legge elettorale.
L’Aula della Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc – su cui governo e relatori di maggioranza avevano espresso parere favorevole – per l’introduzione delle preferenze con capilista bloccati. Il testo non è passato per un solo voto: 188 i contrari, 187 i favorevoli. Giorgia Meloni aveva chiesto uno scrutinio palese per “mettere la faccia” sulla battaglia delle preferenze, sfidando le opposizioni a fare altrettanto: la richiesta è stata respinta e il voto segreto ha fatto emergere una frattura profonda nella maggioranza, con decine di voti mancanti tra le fila del centrodestra. “Giorgia Meloni è stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze bocciato dalla sua stessa maggioranza”, aggiunge Auriemma.
“Diciamo le cose come stanno, per giustificare il suo fallimento, Meloni sta montando la balla che le opposizioni hanno votato contro le preferenze. In realtà il suo emendamento avrebbe permesso ai cittadini di eleggere circa il 10% del Parlamento, lasciando il restante 90% nelle mani delle segreterie di partito. Noi abbiamo presentato un vero emendamento sulle preferenze che, guarda caso, la maggioranza, compresa Fratelli d’Italia, ha bocciato senza esitazioni”, prosegue Auriemma.
“Anziché raccontare frottole, Meloni prenda atto dei suoi quattro anni di fallimenti, vada da Mattarella e rassegni le dimissioni”, aggiunge.
“A questo punto, dopo la sonora sconfitta al Referendum sulla Giustizia e dopo la sfiducia da parte della sua stessa maggioranza, cosa aspetta Giorgia Meloni ad andare da Mattarella?”, conclude la Vicepresidente Vicaria M5S alla Camera.
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