Piazze piene e comunità unita: Lausdomini celebra la festa degli obelischi
Marigliano, 25 Maggio – Trionfo senza fine della festa de gigli di Lausdomini. Da un’idea del comitato Vespucci circa 15 anni fa la febbre è salita e si è arrivati a tre obelischi. E’ il trionfo dell’amicizia, della vita e della pace. Tre le tematiche trattate. Trionfa lo street food e la moda sartoriale condita da musica popolare. Le strade di periferia sono state un pullulare di persone tra voci allegre e festanti. E’ vero i gigli non hanno radici a Lausdomini ma la gente accorsa a flotte ha dimostrato di amare il divertimento. I gigli sono sovrani in questo.
Il presidente del consiglio Vito Lombardi fa i complimenti a tutti: “É vero. La ballata degli obelischi di Lausdomini non appartiene alla cultura della nostra città, né alla nostra storia o tradizione. Lo dico da non appassionato e da ignorante in materia di cultura gigliante (non ci capisco niente). Nonostante ciò, apprezzo profondamente chi coltiva questa passione anche all’interno della nostra comunità ed ho imparato ad osservare la loro dedizione”.
E’ felice Vito Lombardi di aver visto la comunità contenta contro le immancabili critiche: “Li apprezzo soprattutto perché, al di là della tradizione stessa, sono stati messi al centro i valori fondamentali come l’EDUCAZIONE, il RISPETTO, la CORRETTEZZA ed il SANO divertimento. Poiché ritengo da sempre che ogni iniziativa, in qualsiasi campo, debba partire proprio da questi valori fondamentali, faccio i miei complimenti al Comitato Giglio Vespucci , al Comitato Lausdomini in Festa e al Comitato Amicizia Lausdomini 2026 Ben vengano, anche attraverso queste passioni, messaggi importanti che hanno voluto lanciare ai tanti visitatori accorsi, come lo stop a tutte le guerre, il valore dell’amicizia e l’importanza di credere nei propri sogni”.
Se lo puoi sognare lo puoi fare e i comitati lo hanno fatto: hanno creato una bella kermesse. Il successo è tutto loro. In questa terra dove a poco a poco si stanno stravolgendo e impoverendo le tradizioni locali c’è chi prende piede. Perché? Lo chiediamo allo storico Giovanni Villano: “Un’assenza viene sempre colmata. Se si continuano a cancellare tradizioni popolari, feste patronali, folklore e identità comunitarie si creano dei vuoti, dei posti vacanti che saranno presto occupati da nuovi rituali profani. La rigidità e la totale chiusura alle esigenze del territorio hanno creato una frattura culturale, devozionale e religiosa. Risultato? Chiese vuote, piazze piene”. E allora ben vengano le feste col sano divertimento tra amicizia e semplicità.
Anita Capasso
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