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Italia e Romania, il Covid19 è un virus all’RNA che fa morire più uomini che donne e ha causato la pandemia paragonata alla seconda guerra mondiale

Napoli, 20 Marzo – Mentre la Romania viene appena investita dal Covid19, soprattutto da migrati in Italia che rientrano, l’Italia, al 20 c.m., ha registrato oltre 41mila infettati con più di 4.400 morti di cui la metà nella sola provincia lombarda di Bergamo: più della Cina, che pare abbia risolto l’emergenza. Da Berlino Angela Merkel dichiara: «La situazione è seria e dovete prenderla sul serio. Dal tempo della Riunificazione, anzi dalla Seconda Guerra Mondiale non abbiamo mai affrontato una sfida che dipende così tanto dal nostro senso comune di solidarietà». Nel discorso alla nazione, il primo dall’inizio della crisi, pronunciato a reti unificate, la cancelliera ha fatto un appello drammatico, invitando i tedeschi a rispettare rigorosamente le regole di precauzione indicate dalle autorità per fermare l’epidemia di Covid-19, ricordando però che queste verranno continuamente aggiornate in base alla loro necessità: «Le prossime settimane saranno ancora più pesanti. La nostra idea di normalità, vita pubblica e sociale, tutto verrà messo alla prova come mai prima», ha avvertito, assicurando che il governo farà tutto il possibile «per ammortizzare le conseguenze economiche della crisi e in primo luogo per salvare i posti di lavoro». A. Merkel ha detto di «credere fermamente che la crisi possa essere superata, se tutti faranno di questa la loro sfida». In Italia la pandemia del Covid19, ha fatto registrare circa 42 mila casi positivi e 4.400 morti. Il bollettino dei dati della Protezione civile aggiornati al 19 marzo. In questi giorni mi è giunta, in whatsapp, un’interessante lezione di biologia dei virus in relazione al Covid19, da un prof dell’Università di Padova. Questi spiega come i virus si sono evoluti da circa 3 miliardi di anni fa con l’inizio della vita sulla Terra. Poi la loro competizione con i batteri fino a migrare anche negli animali 600milioni di anni fa e successivamente da circa 200mila anni nel primate Homo e oggi gli proviene anche da pipistrelli e scimmie. Il discorso è chiaro per gli addetti ai lavori che obietterebbero subito su alcuni aspetti, non rilevanti e di perfezionamento del contenuto stesso.

A me preme ribadire che il Covid19 comporta più morti tra i maschi rispetto alle femmine della specie Homo sapiens attuale. La statistica informa di un 71% di uomini morti da Covid rispetto al 29% di donne. Tale differenza deriva da più cause ma quella determinante pare sia l’esistenza di un gene situato nel cromosoma eterosessuale X, che rinforza il sistema immunitario. Siccome le donne hanno XX e gli uomini XY, i secondi ne hanno uno in meno di gene e dunque meno forte il sistema immunitario. Altro aspetto è la longevità maggiore del gentil sesso o rispetto a quello cosiddetto forte. Sappiamo anche in tutte le società umane nascono più maschi che femmine, ma la mortalità infantile è più elevata nei maschi mentre la longevità è maggiore per le donne di circa 5 anni: 82 e 87 anni di aspettativa di vita, almeno in Paesi ad economia avanzata dove le cure sanitarie sono più accurate. Ma torniamo ai virus coronati! I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. La sottofamiglia Orthocoronavirinae della famiglia Coronaviridae è classificata in quattro generi di coronavirus (CoV): Alpha-, Beta-, Delta—e Gammacoronavirus. Il genere del beta coronavirus è ulteriormente separato in cinque sottogeneri (tra i quali il Sarbecovirus). I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale. Ad oggi, sette Coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo: Coronavirus umani comuni: HCoV-OC43 e HCoV-HKU1 (Betacoronavirus) e HCoV-229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus); essi possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore. Altri Coronavirus umani (Betacoronavirus): SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV (ora denominato SARS-CoV-2). Attualmente si parla sempre più anche di nCoV (nuovo Coronavirus). Un nCoV è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato in Cina a Wuhan, in dicembre 2019. La malattia provocata dal nCoV ha un nome:COVID-19 (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros A. Ghebreyesus. La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione. Informazioni utili e i dati sull’andamento della pandemia, sono pubblicati sia dal M.u.r., che M.i. e M.s. I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero. Le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia. Il DPCM dell’8 c.m. raccomanda a tutte le persone anziane o affette da una o più patologie croniche o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Qualora per motivi di necessità si sia costretti ad uscire dalla propria abitazione portare con sè il modulo di autodichiarazione per gli spostamenti. Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente di 14 giorni. Per il Covid-19 bisogna fare attenzione anche alle mascherine: rischiano di diventare strumento di contagio. Ecco le regole dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) per l’uso, che avverte che rischiano di diventare un’arma a doppio taglio: se non usate bene le mascherine possono addirittura essere una fonte di infezione. E’ stata l’Oms a lanciare l’allarme e a spiegare che le mascherine devono essere usate e smaltite in maniera corretta affinché non diventino solo portatrici di germi. Ecco le indicazione dell’Oms. 1) Le mascherine vanno usate soltanto in caso di tosse e di starnuti. 2) Prima di indossarle occorre lavare o igienizzare le mani. 3) Prima di buttarle occorre pulire bene le mani con un disinfettante o acqua e sapone. 4) Vanno poi rimosse dalla parte posteriore senza toccare quella davanti. 5) Vanno gettate in un contenitore chiuso. 6) La mani devono essere nuovamente lavate o igienizzate. Credo che faccia piacere leggere ciò che dicono gli amici dell’Italia in questo periodo infausto di pandemia. In questo periodo triste e preoccupante per l’Italia, afflitta dal micidiale Covid19 (che l’OMS dichiara pandemia cioè epidemia mondiale), fa piacere sentire e leggere le manifestazioni di affetto quasi familiare e la solidarietà verso il nostro Paese da parte di stranieri. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione dell’Unione Europea ha espresso solidarietà all’Italia che affronta il Covid19 con rigore. Ursula ha umanità, insolita per una tedesca secondo i luoghi comuni.Tra tutte le dichiarazioni pubbliche fa molto piacere sentire quello che ha dichiarato pubblicamente la tedesca Presidente della Commissione dell’Unione Europea, come fa onore alla Romania sentire la dichiarazione del suo Ambasciatore in Italia, che si riporta integralmente. Coronavirus, la solidarietà dell’ambasciatore di Romania all’Italia: “Momento difficile sarà superato, saremo accanto a voi” Roma, 12 mar. (askanews) – “Cari amici italiani, vogliamo esprimere la nostra vicinanza all’Italia e all’intero popolo italiano. Siamo convinti che l’Italia ha la capacità di riprendersi e di superare questa sfida”. Inizia così il messaggio di sostegno e vicinanza all’Italia inviato dall’ambasciatore di Romania a Roma George Bologan.

“È un momento difficile, però sarà superato, ed è importante quello che faremo dopo, e vi voglio assicurare che la Romania sarà accanto all’Italia, adesso, con un forte messaggio di solidarietà, e sarà accanto all’Italia anche dopo”, ha aggiunto l’ambasciatore ricordando i legami culturali ed economici tra Roma e Bucarest. “Voglio oggi ringraziare tutti i miei connazionali che sono medici, infermieri e lavorano negli ospedali italiani con dignità, determinazione; ringrazio i ricercatori di origine romena che in questo momento stanno lavorando per trovare soluzioni; ringrazio, altrettanto, le persone che stanno assistendo le persone più vulnerabili, di cui dobbiamo aver cura, perché la nostra società ha bisogno di fonte di saggezza. Le regole non sono un limite alla nostra libertà, ma sono imposte per aiutarci, e dobbiamo essere responsabili, perché tutti siamo responsabili di tutti. Voglio assicurare tutto il popolo italiano del nostro affetto e portare anche il saluto del Presidente della Romania Klaus Iohannis”, ha poi detto nel video messaggio pubblicato su Facebook Bologan. “Invito tutti i miei connazionali a dire ‘Siamo con te, Italia!’, e mi rivolgo a tutti coloro che vivono oggi in Italia dicendo ‘oltre le nuvole il cielo è sempre sereno’”.Fa molto piacere vedere come un Paese latino di lingua, storia e tradizione guardi all’Italia con la mano tesa per aiutare e non per condannare come si fa in tutte le famiglie in situazione di bisogno. Nel 2006 la mia scuola di servizio romena- diretta dalla Dirigente M. Andrei e la sezione italiana coordinata da parte romena dalla prof.ssa D. Sintoma, con il collega di Galatina (LE) F. Masi dell’Istituto Tecnico Turistico “La Porta” guidato dal Dirigente Giulio Cesare Viva- attuammo un proficuo scambio culturale italo romeno con il Liceo tecnologico “Transilvania” di Deva in Romania. Studenti romeni furono ospiti dei coetanei italiani e l’ospitalità permise loro di conoscere meglio la cultura varia (artistica, gastronomica, ecc.) del Salento ai romeni e della Transilvania agli italiani. Altri scambi culturali furono in Umbria e Campania in modo speciale con visita a Pompei e Napoli dove ci aspettavano anche due scrittori, Salvatore Brunetti e Pasquale Di Petta che ci omaggiarono di loro saggi nel 2004.

Intanto, la Romania proclama lo stato di emergenza per il Covid19. Al momento nel Paese i casi di contagio confermati sono meno di  400. Il presidente, Klaus Iohannis, ha decretato la misura eccezionale prevista dalla costituzione, che è in vigore dal lunedì 16 marzo 2020. Intanto tutto il governo è in quarantena dopo che un parlamentare del Partito Nazionale Liberale è risultato positivo al Covid-19. Isolamento per tutti gli italiani e i romeni che tornano nel Paese a causa del rischio contagio e per il timore di un collasso del sistema sanitario, che attualmente dispone di 22 posti letto ogni 100 mila abitanti. Conosco, con esperienza quinquennale come docente a Deva in Transilvania occidentale. La Romania, dopo ho pubblicato anche 4 saggi e 82 articoli su quel Paese, è poco noto all’estero. Spesso è poco noto anche agli italiani che, a volte superficialmente, non giudicano bene quei pochi che lo meritano, facendo approssimazioni grossolane e di tutta l’erba un fascio, degli oltre 1,2 milioni di immigrati romeni in Italia. La Romania è un colto Paese e ha molto di positivo poco noto esternamente.

 

 

 

 

Giuseppe Pace (Naturalista, ex prof. italiano, del Ministero A. Esteri, in Romania)


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