Napoli, 18 Novembre – Intervenendo al convegno di Fratelli d’Italia “Immigrazione e integrazione. Sicurezza solo con il rispetto dei valori su cui si fonda l’unione Europea”, tenutosi nella Sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia a Milano e moderato da Emanuele Perego (Responsabile Dipartimento Immigrazione FdI Milano), Klaus Davi ha illustrato alcune stime relative al prossimo referendum sulla giustizia.

Secondo una ricerca effettuata sul campione dell’Auditel, che monitora 16.100 famiglie (circa 41.000 individui), presso l’elettorato di centrodestra molto più che il controllo politico dei Pm, saranno i temi del funzionamento della giustizia, dell’immigrazione e della sicurezza a determinare il voto del referendum sulla separazione delle carriere. In base all’analisi del minuto per minuto delle preferenze televisive del campione preso in considerazione, condotta dal giornalista esperto in comunicazione in collaborazione con OmnicomMediaGroup, multinazionale quotata a Wall Street che realizza dati e analisi per le più grandi aziende del mondo che pianificano pubblicità in Italia, il tema del funzionamento della giustizia (in cui rientra il caso Garlasco) inciderà al 20%, seguito dall’immigrazione (strettamente collegata a sentenze e magistratura) al 19% e dalla sicurezza (anch’essa collegata a sentenze e magistratura in molti servizi tv) al 16%; solo quarto il “controllo politico del Pm” col 14% delle preferenze; quinto uno dei temi cardine, ovvero la separazione delle carriere (12%); al sesto posto la tematica del sorteggio (9%); poi la valutazione dei magistrati (3%); infine, sfiducia nella giustizia, come conferma il “Rapporto Italia” di Eurispes secondo cui due italiani su tre non si fidano del nostro sistema giudiziario (2%).

Klaus Davi, che ogni giorno analizza i dati degli ascolti tv con rubriche sui quotidiani Libero e Gazzetta del Sud, osserva che però presso l’elettorato di centrosinistra il “controllo politico del Pm” sale al primo posto (17% delle preferenze), seguito dal funzionamento della giustizia (in cui rientra il caso Garlasco) (16%) poi separazione delle carriere (14%), il sorteggio (13%), sfiducia nella giustizia sulla base del “Rapporto Italia” Eurispes (12%), la valutazione dei magistrati (8%), sicurezza (3%) e infine immigrazione (2%). Il comitato del No spinge sul controllo politico del Pm: se questo argomento dovesse far presa sugli elettori di centrosinistra, potrebbe essere che li spinga a votare e anche a vincere. Ancora è presto per capire se sarà così ma non è da escludere questa eventualità.

Lo stesso discorso vale per il bacino di centrodestra: “Dalle nostre ricerche, a fare presa sono i temi relativi alla sicurezza (ad esempio la mamma che ha sgozzato il bambino nel triestino), il caso Garlasco ma anche i quartieri delle grandi città letteralmente ostaggio di bande di “maranza” o babygang o immigrati di seconda/terza generazione violenti così come gli episodi che riguardano borseggiatori/borseggiatrici a Roma, Milano, Firenze o Venezia”.

Sempre secondo un’elaborazione realizzata per il quotidiano Libero con OmnicomMediaGroup, il caso Garlasco è risultato di gran lunga quello più trattato in assoluto sulla nostra tv, con 8.800 ore di trasmissioni dal 2007 a oggi, equivalenti a 367 giorni, quindi oltre un anno in televisione. Sull’esito del referendum Davi è prudente: “Ha ragione il Ministro Nordio, a torto spesso criticato dalla magistratura, quando dice che nulla è deciso e che i giochi sono aperti. Resta il fatto che la sinistra ha una forte capacità mobilitante”. Per quel che riguarda la scelta dei magistrati di non partecipare ai dibattiti, Klaus Davi la giudica “di difficile comprensione visto che hanno dato vita a un comitato referendario”.

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