Il gioco pubblico, in Italia, è ormai una vera e propria industria. Eppure dietro ai numeri in crescita e a un pubblico sempre più ampio emerge una criticità sistemica: l’attuale politica di prevenzione è efficace nel monitoraggio, ma carente nell’azione.
Nonostante il nuovo regime normativo imponga agli operatori di investire lo 0,2% del GGR, vale a dire il Gross Gaming Revenue, in iniziative di gioco responsabile, il divario tra l’imposizione teorica e la pratica operativa rimane preoccupante. Come spiegano gli esperti di SlotMania, il paradosso principale risiede nell’utilizzo delle tecnologie di machine learning. Perché se da un lato le piattaforme sono oggi in grado di produrre report dettagliati per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, segnalando con precisione aumenti della frequenza di gioco, sessioni notturne prolungate o il fenomeno del “chasing”, ovvero la rincorsa delle perdite, dall’altro rischiano di essere dati muti, validi solo per le statistiche. In questo modo, strumenti di intelligenza artificiale altamente innovativi e utili vengono relegati a semplici meccanismi di compliance burocratica. Il monitoraggio, per quanto sofisticato, si rivela sterile se non sfocia in interventi restrittivi concreti.
Il nodo della questione, ovviamente, è economico: per un operatore, bloccare un utente che mostra segnali di problematicità significa rinunciare a un fatturato immediato. In assenza di un registro nazionale dei giocatori problematici condiviso tra tutti i concessionari, l’utente limitato da una piattaforma può migrare istantaneamente verso un concorrente o, peggio, verso l’offerta illegale. Una piaga particolarmente nota nella nostra regione, come dimostra il recente intervento proprio in provincia di Siracusa. Gli operatori si trovano così divisi tra due fuochi: da un lato devono dimostrare all’autorità di vigilanza che i sistemi di controllo funzionano, dall’altro devono proteggere la retention in un mercato dove il costo di acquisizione di un nuovo cliente è fino a cinque volte superiore a quello di mantenimento.
La recente riforma, che ha ridotto gli operatori sul mercato, passati da 81 a 46, non ha necessariamente innalzato la qualità della tutela. Con meno concorrenza, la sfida si è spostata dal miglioramento delle condizioni di gioco alla pura brand awareness e a una “gamification” sempre più aggressiva. Quest’ultima, attraverso meccanismi psicologici opachi come l’effetto near miss, la percezione di aver quasi vinto che spinge a continuare a scommettere, punta a trattenere l’utente a ogni costo, sfruttando spesso la sua inconsapevolezza tecnica sulla volatilità degli algoritmi.
Per questo serve una nuova trasparenza, che non sia più solo una scelta etica discrezionale, opzionale. Ma un obbligo di legge. Perché non basta più identificare i trend di rischio, i numeri degli utenti problematici, gli stili di gioco nocivi, serve creare una rete di supporto e prevenzione a carattere nazionale. Senza una regolamentazione che elimini le “zone grigie” e che premi la qualità del servizio anziché la semplice capacità di spesa nel marketing, il sistema italiano rimarrà in un limbo: una struttura tecnicamente avanzata nel rilevare il danno, ma strutturalmente incapace di prevenirlo davvero.
| Scisciano Notizie è orgoglioso di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. Per questo chiediamo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, fondamentale per il nostro lavoro. Sostienici con una donazione. Grazie. |
| SciscianoNotizie.it crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it . Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa. |



