Tra luci che sfumano presto e orologi da spostare, ecco come affrontare il cambio di stagione e di ritmo

Napoli, 23 Ottobre – C’è un momento, ogni anno, in cui il tempo sembra fare un passo indietro. Accade nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025, quando alle 3:00 le lancette torneranno indietro di un’ora. È il ritorno dell’ora solare, quel rituale d’autunno che segna ufficialmente l’ingresso nella stagione delle giornate più corte e delle luci più tenui.

Da domenica, il mattino guadagnerà un’ora di luce, ma le sere si accorceranno rapidamente. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo, quando, con la primavera, torneremo a spostare di nuovo le lancette in avanti.

Nei nostri tempi iperconnessi, la transizione avverrà quasi in silenzio: smartphone, smartwatch e computer si aggiorneranno da soli. Solo i vecchi orologi da parete o da comodino, magari ereditati dai nonni, richiederanno ancora quel piccolo gesto manuale, quasi nostalgico, di riportare indietro il tempo.

Ma dietro questo cambio apparentemente innocuo si nasconde una piccola scossa per il nostro organismo. Gli esperti la chiamano “sindrome da fuso orario”, una specie di jet-lag che non richiede voli intercontinentali ma che può confondere il nostro orologio biologico.

«Avviene una mancanza di sincronia tra i ritmi interni del corpo e i cicli di luce e buio», spiega il professor Roberto Manfredini, cronobiologo. È in quei primi giorni che possiamo sentirci più stanchi, distratti o malinconici: un effetto che pesa soprattutto su chi già soffre di disturbi del sonno o difficoltà di concentrazione. Il corpo, in fondo, è una macchina abitudinaria. Anche un’ora in più o in meno basta per scombinarne l’equilibrio.

Dal 2019, il destino dell’ora legale e solare è sospeso in un limbo burocratico. La Commissione Europea si è espressa a favore dell’abolizione del cambio stagionale, lasciando però ai singoli Paesi la scelta su quale orario mantenere. Molti scienziati e società di medicina del sonno si sono dichiarati favorevoli a mantenere per tutto l’anno l’ora solare, ritenuta «più naturale e più in linea con i ritmi dell’organismo».

Manfredini lo conferma: «Il cambio di primavera, che accorcia le ore di riposo, è tollerato peggio di quello autunnale. Il corpo si adatta meglio quando guadagna luce al mattino piuttosto che perderla». Eppure, mentre l’Europa discute, ogni ottobre torniamo a compiere lo stesso gesto antico: riportare il tempo indietro.

Per molti, l’arrivo dell’ora solare è anche un invito alla lentezza. Per adattarsi, gli esperti suggeriscono piccoli accorgimenti quotidiani: una passeggiata all’aria aperta nelle prime ore del giorno, una cena leggera, e — soprattutto — meno schermi luminosi prima di dormire. Chi fatica a prendere sonno può valutare, su consiglio medico, una piccola dose di melatonina per aiutare il corpo a risincronizzarsi. Anticipare l’orario di coricarsi di mezz’ora, tenere la camera buia e respirare un po’ d’aria fresca serale possono bastare per accompagnare il corpo verso il nuovo ritmo.

L’ora solare non è solo una questione di lancette. È un modo diverso di percepire il tempo, più lento, più raccolto. Le giornate si accorciano, la luce si fa dorata e le case si accendono prima. È il tempo delle tazze fumanti, delle passeggiate tra le foglie secche, delle serate che profumano di quiete. E mentre i nostri orologi si allineano a un ritmo più calmo, forse anche noi impariamo, per qualche mese, a respirare al passo dell’autunno.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.