Adolescenti in fuga dal futuro: la Campania al bivio nell’Atlante dell’infanzia a rischio
Napoli, 14 Novembre – L’Italia di oggi è un Paese che invecchia, e lo fa in fretta. I ragazzi tra i 13 e i 19 anni sono appena poco più di quattro milioni, il 6,86% della popolazione: un numero che nel 2050 rischia di scendere sotto quota tre milioni. È in questo scenario di progressiva rarefazione della presenza giovanile che si colloca la 16ª edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, “Senza filtri”, un’indagine che non si limita a descrivere numeri, ma restituisce un ritratto vivo – e spesso preoccupante – delle adolescenze italiane.
La Campania, pur essendo la regione con la più alta incidenza di adolescenti (7,6%), fatica a offrire loro occasioni culturali adeguate. Meno della metà dei ragazzi legge libri al di fuori di quelli scolastici: 46,4%, contro una media nazionale del 53,8%.
Le distanze aumentano quando si osserva la partecipazione culturale: solo il 37,4% ha visitato mostre o musei (Italia: 50,1%); il 32,3% è entrato in un sito archeologico (Italia: 40,2%); il 28,8% è stato a teatro e il 35,6% a un concerto — valori vicini alla media nazionale ma comunque indicativi di una fruizione non omogenea. Numeri che fotografano non semplicemente abitudini mancanti, ma opportunità diseguali, a cui corrisponde una crescita meno ricca di stimoli.
Il dato più netto arriva però dallo sport. In Campania un adolescente su tre (33,5%) non pratica alcuna attività fisica: quasi il doppio della media italiana (18,1%). Un indicatore che intreccia salute, stili di vita, spazi urbani e povertà educativa.
Sul fronte del benessere psicologico, l’Atlante registra 64.319 accessi per disturbi mentali al pronto soccorso tra 0-17enni nel 2023, in risalita dopo il calo del periodo pandemico. Ma l’offerta sanitaria non è allineata alla domanda: i posti letto in neuropsichiatria infantile in Italia restano poco più di 400.
La Campania ne conta solo 14, meglio di appena cinque territori italiani. Anche la rete post-ricovero arranca: le strutture residenziali per adolescenti sono cinque, per un totale di 44 posti. Un divario che non è solo tecnico, ma profondamente sociale: limita l’accesso alle cure, rende fragili le famiglie, alimenta disuguaglianze.
Nel percorso scolastico, il Paese sta facendo progressi, ma le differenze territoriali restano marcate. Il tasso di dispersione implicita alla fine delle superiori è dell’8,7%, con un divario di genere che penalizza i ragazzi (10,7%).
La Campania emerge con il dato peggiore d’Italia: 17,6% di dispersione implicita. Anche gli early school leavers — giovani tra 18 e 24 anni che abbandonano la scuola o la formazione — sono più frequenti che nel resto del Paese: 13,3%, contro il 9,8% nazionale. Si tratta di percentuali che raccontano un’educazione che non sempre riesce a trattenere, motivare e orientare i ragazzi.
Nelle scuole italiane gli studenti con cittadinanza non italiana sono il 12,2%, uno su otto. Nelle scuole campane, però, appena il 3,2%. Una percentuale che scende al 2% nei licei. Un dato che non è solo demografico: parla anche di mobilità sociale, inclusione e accesso ai percorsi formativi considerati più “promettenti”.
Save the Children opera su più fronti: dai 27 Punti Luce sparsi in quindici regioni al programma “Qui, un quartiere per crescere”, attivo anche nel quartiere Pianura di Napoli. Iniziative che offrono attività gratuite, orientamento, supporto psicologico, e soprattutto spazi: quelli in cui crescere, sperimentare, sentirsi parte di una comunità.
Parallelamente, il Movimento Giovani per Save the Children coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni nella promozione dei diritti dell’infanzia, con un’attenzione crescente al tema della salute mentale e al supporto tra pari.
«Le disuguaglianze economiche, educative e sociali si fanno più pesanti proprio in questa fase cruciale della crescita» ricorda Raffaela Milano, direttrice del Polo ricerche di Save the Children. E la Campania, nel quadro dell’Atlante, diventa uno dei simboli più evidenti di queste fratture.
La fotografia di questo Atlante non è solo un elenco di criticità. È un avvertimento. In una società che invecchia, ogni adolescente perso — nella scuola, nella salute mentale, nella cultura, nello sport — rappresenta un pezzo di futuro che si assottiglia. La Campania, con i suoi giovani numerosi ma spesso senza strumenti sufficienti, è la dimostrazione più chiara che non basta avere tanti ragazzi: bisogna metterli nelle condizioni di crescere. E forse, il vero termometro di una società non è quanto investe negli anziani che ha, ma quanto crede nei giovani che le restano.
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