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Governo Draghi, votano no alla fiducia: espulsi 15 senatori del M5S. Crimi:”Sono venuti meno all’impegno del portavoce del Movimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti”

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Vito Crimi:”Sono venuti meno all’impegno del portavoce del Movimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti”

 

Roma, 18 Febbraio – “I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi”. Lo annuncia su Facebook il capo politico del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, che aggiunge: “si collocano, nei fatti, all’opposizione. Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del Movimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo”.

“Ieri al Senato il Movimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto – prosegue Crimi – Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto  dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del Movimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale. Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo. I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità”.

Poi riferendosi ai 15 ‘dissidenti’ precisa: “I 15 senatori che hanno votato ‘no’ sono venuti meno all’impegno del portavoce del Movimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l’altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l’esecutivo e l’opposizione”. Quindi conclude: “Sono consapevole che questa decisione non piacerà a qualcuno, ma se si pretende rispetto per chi la pensa diversamente, lo stesso rispetto si deve a chi mette da parte le proprie posizioni personali e contribuisce al lavoro di un gruppo che non ha altro obiettivo che quello di servire i cittadini e il Paese”.

“Per i senatori assenti ieri in occasione del voto di fiducia al governo ho chiesto al capogruppo di verificare le ragioni dell’assenza. Se non motivate da comprovate motivazioni di salute o stato di necessità anche per loro sarà prevista la sanzione più grave”. Lo sottolinea, interpellato dall’ANSA, il capo politico M5Ss Vito Crimi dopo l’espulsione dei 15 senatori che, ieri, hanno votato contro la fiducia al governo Draghi.

Diversi  tra coloro che hanno avuto il ‘cartellino rosso’ stanno valutando però di  adire le vie legali e ricorrere al giudice contro quella che reputano un’ingiustizia, che potrebbe indurli, tra le altre cose, a chiedere un risarcimento per danno di immagine. “C’è il quesito ‘truffaldino’ che  è stato sottoposto alla base – dice uno dei senatori all’agenzia Adnkronos- ma  anche una serie di altre questioni. Per dirne una: il nostro Statuto  mette nero su bianco che il voto di fiducia va dato a un premier  espressione del Movimento, vi sembra che Draghi lo sia?”. 

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