Al Santuario di Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia, la presentazione in anteprima del poemetto di Carlo Avvisati, Quanno Dio facette ’o munno – ’a storia ’e Adammo e Eva e d’’a cacciata r’’o Paraviso, con l’intervento del cardinale Crescenzio Sepe, autore della prefazione.  

 

Sant’ Anastasia, 23 Marzo – Sarà l’arcivescovo emerito di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, a presentare, martedì venticinque marzo, alle 17:00, nella Sala Capitolare del Santuario di Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia, Quanno Dio facette ’o munno – ’a storia ’e Adammo e Eva e d’’a cacciata r’’o Paraviso  poemetto di Carlo Avvisati, giornalista e autore, che in versi napoletani racconta le scene bibliche dei primi giorni della creazione del mondo e di quella del primo uomo, Adamo, e della prima donna, Eva, e la loro cacciata dal paradiso.

Nelle cento e più quartine, oltre le tre sestine, di cui una narrativa, di “Quanno Dio facette ’o munno – ’a storia ’e Adammo e Eva e d’’a cacciata r’’o Paraviso”, Carlo Avvisati rilegge il gran­de racconto della Genesi rendendolo carnale e appassionante attraverso l’uso della lingua na­poletana. Il tutto, nella suggestione scenografica di un argomento di per sé ostico e complesso in cui Dio è profondamente umanizzato ed è del tutto diverso da quello stesso Padreterno che in altri scritti napoletani viene presentato da grandi autori quali Salvatore Di Giacomo (Lassammo fa a Dio) e Eduardo De Filippo (Vincenzo De Pretore).

Il Dio di Avvisati è un Creatore che vive un profondo senso di solitudine, pur essendo in paradiso, cosa che lo induce alla creazione dell’Uomo. I versi del poemetto sono scoppiettanti, sanguigni, descrittivi, melanconici, amorevoli e costruiscono uno scenario tanto umano quanto fantasioso che partendo dalla creazione della luce e del buio, dell’acqua e dell’aria passa attraverso quella di flora e fauna sino a giungere a quella del primo uomo e della prima donna. Arrivando attraverso la caratterizzazione del serpente e del furto della mela sino alla passionale cacciata dal paradiso di Adamo e Eva, messa in atto da Dio in prima persona, con ovvia e sofferta delusione, senza intervento dell’Arcangelo.

 “Presentare Quanno Dio facette ’o munno – ’a storia ’e Adammo e Eva e d’’a cacciata r’’o Paraviso a Madonna dell’Arco – sottolinea padre Gianpaolo Pagano, priore del Santuario Mariano – è mettere in conto una riflessione sulla Genesi quanto mai opportuna. Se poi a condurla è il cardinale Sepe e la lingua di risonanza è il napoletano, ancora più prezioso è il valore aggiunto al lavoro di Carlo Avvisati”.

“Quanno Dio facette ’o munno – rimarca il cardinale Sepe nella sua prefazione – è una sorta di catechesi iniziatica a misura d’uomo, una fabula che l’uomo comune comprende e sente a sé vicina, conservando il senso profondo di un esistere che trova ragione solo nell’affidarsi a Dio.  Affidarsi, avere Fede.

L’autore si dimostra abilissimo nel tratteggiare con poche, efficaci parole che richiamano tutta una secolare tradizione popolare, il senso di colpa, lo sconcerto di Adamo e la giusta collera divina: poco aveva chiesto Dio, poco ci chiede, e noi come allora non siamo capaci di tenere fede ad una promessa.

Il gustoso poemetto induce ad una riflessione sul senso del peccato, rimandando a Sant’Agostino e alla sua definizione del Male come allontanamento dal Bene. Adamo, rifiutando il Bene a sua disposizione, condanna se stesso e l’umanità tutta alla sofferenza”.

Come difatti chiosa l’Autore nei versi finali: «Da tanno a mmo nun ce sta n’ora ’e pace: disgrazie, guerre, ’e mmeglio malatie; che te vuo’ allamentà, t’hê abbraccià ’a croce, t’agliutte ’a lengua e ppuorte ncuollo ’e guaie». Al termine della presentazione, che sarà moderata dalla giornalista Maddalena Venuso, il cardinale Sepe officerà una Santa Messa nel Santuario in occasione della solennità dell’Annunciazione.

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