Napoli, 19 Marzo – Cresce l’attenzione in Campania per l’aumento dei casi di epatite A. Dall’inizio dell’anno, al 18 marzo, sono stati registrati 133 contagi, un incremento che ha spinto la Regione a rafforzare i controlli lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e a intensificare le attività di prevenzione.

L’intervento coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle Asl, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica della Direzione generale per la Tutela della salute. L’obiettivo è contenere la diffusione dell’infezione attraverso una maggiore sorveglianza epidemiologica e una più incisiva informazione ai cittadini.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale, attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati o tramite contatto diretto con persone infette. Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi, essendo presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione varia generalmente tra i 15 e i 50 giorni.

Tra i sintomi più comuni si segnalano febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini, tuttavia, l’infezione può manifestarsi anche in forma asintomatica.

Particolare attenzione è rivolta alla trasmissione alimentare. I molluschi bivalvi – come cozze, vongole e ostriche – possono accumulare il virus filtrando acque contaminate, rendendo rischioso il consumo crudo o poco cotto. Ma il contagio può avvenire anche tramite acqua non sicura, frutta, verdura e frutti di bosco contaminati.

Le autorità sanitarie ribadiscono alcune regole fondamentali: evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati e assicurarsi che la cottura sia completa e uniforme. È inoltre essenziale acquistare prodotti solo da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura e provenienza, ed evitare alimenti di dubbia origine.

Per i frutti di bosco, la distinzione è cruciale: quelli freschi devono essere lavati accuratamente, mentre quelli surgelati vanno consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione per almeno due minuti.

Accanto alle precauzioni alimentari, resta centrale l’igiene personale. Lavarsi accuratamente le mani, separare alimenti crudi e cotti e sanificare superfici e utensili sono pratiche quotidiane decisive per ridurre il rischio di contagio.

La vaccinazione rappresenta infine la misura più efficace di prevenzione, in particolare per i contatti stretti dei casi confermati e per le persone a maggiore rischio. In caso di esposizione, è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico o ai servizi di prevenzione della Asl: gli interventi post-esposizione sono tanto più efficaci quanto più precoci. Le autorità invitano inoltre a consultare un medico in presenza di sintomi compatibili con l’infezione.

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più severo negli adulti anziani e nei soggetti con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce e comportamenti alimentari prudenti restano, sottolinea la Regione, gli strumenti principali per contenere la diffusione del virus.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.