Video – Francantonio Santella, compagnia teatrale I Ribaltanti https://www.youtube.com/shorts/p4RSasndBec

 

Palma Campania, 27 Settembre – L’ingegnere Claudio Antonio Santella, che di fatto è umanista e musico-cantatore (così lo definisce il professor Vincenzo Aversano), ha dato in stampa il libro Raffaele Viviani L’ultimo scugnizzo, uno dei più originali e popolari artisti napoletani. Un lavoro che segue la pubblicazione dei tomi dedicati a Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, i due massimi poeti napoletani dialettali, e alla La serenata napoletana.

A Viviani, Santella dedica un volume arricchito dalle illustrazioni di Salvatore Del Vecchio e da una esaustiva presentazione curata da Vincenzo Aversano, già professore ordinario alla cattedra di Geografia Antropica presso l’Università degli Studi di Salerno. Nel dettaglio, Aversano ha esaminato la parte biografica-artistica, le “macchiette”, la teoria dei personaggi cittadini, gente che vive alla giornata.

Inoltre, il libro presenta le commedie inventate che Viviani creò per mettere in piedi la sua compagnia. Il varietà fu bandito dalle scene dopo la grave sconfitta bellica di Caporetto e, da indiscusso dominatore del teatro, Viviani dovette arrangiarsi, e lo fece alla grande con una copiosa rappresentazione di commedie, di cui nel libro vengono riportate integralmente da Santella con scelta meticolosa: ‘O vico, che fu la prima rappresentazione ad andare in scena, L’ultimo scugnizzo, che fu l’ultima, oltre a una decina di altre opere di cui è riportato il riassunto, scelte tra le circa 50 complessive.

‘O vico, collage di tipi umani uniti dagli stessi problemi, messo in scena con canti, musica e danza, un genere nuovo misto tra prosa e varietà che lo stesso Viviani ne impersonava più ruoli, anche se, oltre ad essere l’ideatore di testo e musiche, fungeva da direttore impresario, capocomico e altro. La silloge Tuledo’e notte è un affresco di vita notturna dove la canzone Bammenella, rigenerata in chiave napoletana, racconta di una danzatrice popolare, coraggiosa e di nobili sentimenti, costretta a fare il cosiddetto desolante mestiere di strada.

Santella ha messo in risalto, selezionando tra le tante commedie di Viviani, quelle che rappresentano il dramma quotidiano partenopeo: dal tema degli emigranti, in partenza per le Americhe dal porto dell’Immacolatella, a Fatto di cronaca, come l’emigrato che torna dall’America e trova la moglie sistemata con un altro, fino ad arrivare a Sposalizio, la vicenda di un innamorato che piange l’amata che va a nozze con un altro. Chiude la rassegna antologica con il con il testo completo de L’ultimo scugnizzo del 1932, in cui si trova la straordinaria canzone ‘A rumba d’’e scugnizze, un autentico capolavoro letterario in cui c’è tutto il repertorio folkloristico e culturale di Napoli. Importante la parte riservata alle traduzioni e alle annotazioni per il progetto dedicato alle poesie e alle canzoni.

Ma chi era Raffaele Viviani? È un artista che ha fatto la gavetta, uno che proveniva dal basso. Imparò fin da piccolo le competenze pratiche e teoriche, portando direttamente. l’esperienza sul palco. Matilde Serao lo descriveva come il fondatore del teatro napoletano.

Un ringraziamento all’autore Claudio Antonio Santella, che con il suo lavoro meticoloso ha realizzato un’antologia di prodotti artistici e critici del ritratto di Raffaele Viviani. Aversano definisce Santella uno “studioso sensibile, acuto, di grande gusto e discernimento selezionatore”.

Questo libro ha assunto un valore ancora maggiore per la location in cui è stato presentato agli amici: una serata d’altri tempi, un vero e proprio incontro conviviale con l’autore, che ha ospitato a inizio settembre l’evento presso la sua tenuta a Rione Mascia, di Palma Campania.

Ad impreziosire l’atmosfera la presenza del Maestro Mario Maglione, cantante e chitarrista di professione, che ha deliziato i presenti con un repertorio di alcune delle più belle canzoni classiche napoletane. Tra i partecipanti anche il professore Pasquale Gerardo Santella, che ha espresso una nota critica riguardante le poesie di Viviani, testi che si contaminano con i generi del teatro e della musica. Ulteriori contributi sono arrivati da Francantonio Santella, in qualità di esponente della compagnia teatrale de I Ribaltati, e Gabriela Maiello, fondatrice del laboratorio teatrale Gulliver. Raffaele Viviani è stato celebrato nel 73° anniversario della sua morte, in un’atmosfera di vivace gioia.

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.