Le Basiliche di Cimitile si aprono al cosmo: successo per “La Notte delle Stelle”

Cimitile, 7 Luglio – Una sinergia perfetta tra la millenaria storia dell’uomo e l’infinito mistero del cosmo. Domenica 5 luglio, la splendida cornice delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile ha ospitato l’evento “La notte delle stelle”, registrando una straordinaria affluenza di cittadini, famiglie e appassionati. I presenti hanno potuto vivere un’esperienza unica capace di coniugare divulgazione scientifica, espressione artistica e valorizzazione del patrimonio culturale.

Al taglio del nastro erano presenti la sindaca Filomena Balletta e l’assessora alla cultura Anna Mercogliano che, circondate dal pubblico, hanno inaugurato la serata e visitato i percorsi espositivi, sottolineando l’importanza di iniziative capaci di accendere la curiosità e l’emozione in persone di tutte le età.

Il cuore scientifico della serata è stato guidato dall’ingegnere Pasquale D’Anna, fondatore del progetto Passione Astronomia. Attraverso l’uso del telescopio professionale, i partecipanti hanno potuto osservare da vicino galassie, nebulose e ammassi stellari, orientandosi nella volta celeste estiva grazie alla lettura guidata delle mappe stellari.

D’Anna ha incantato grandi e piccoli con un vero e proprio racconto di approfondimento astrofisico, trasformando l’osservazione del cielo in un affascinante “viaggio nel tempo” reale e rispondendo alle curiosità del pubblico (sfatando anche celebri miti, come la vera natura delle “stelle cadenti”).

La luce viaggia a circa 300.000 km/s, ma le distanze cosmiche sono così immense che vediamo le stelle come erano nel passato”, ha spiegato il divulgatore. “Se una stella dista 100 anni luce, la luce che osserviamo oggi è partita nel 1926. Qui a Cimitile siamo circondati da basiliche millenarie, eppure la luce di quelle stelle ha viaggiato molto più a lungo della storia di questi monumenti: un contrasto vertiginoso tra la nostra storia e quella del cosmo”.

Durante la conversazione sono stati toccati temi profondi e accessibili a tutti.

 Ha evidenziato: (Come funzionano le stelle) “I punti luminosi nel cielo sono gigantesche fornaci nucleari dove l’idrogeno si fonde in elio, liberando un’energia immensa. Dalla nascita nelle nebulose fino alla morte (che, a seconda della massa, trasforma le stelle in nane bianche, stelle di neutroni o buchi neri), il ciclo vitale degli astri regola l’Universo.”

Siamo fatti di polvere di stelle –  “Esiste un legame biologico che ci unisce al cielo: noi siamo, letteralmente, “polvere di stelle”. Elementi come il carbonio che ci compone, il ferro nel nostro sangue o il calcio delle nostre ossa sono stati “cucinati” nei nuclei stellari ed espulsi nello spazio con le esplosioni delle supernovae. Guardare il cielo significa guardare la nostra stessa origine.”

 Il divulgatore scientifico D’Anna ha sottolineato che “Se in passato l’astrologia cercava il destino nelle geometrie dei pianeti, oggi l’astronomia usa quelle posizioni per comprendere le leggi fisiche dell’universo attraverso la gravità di Keplero e Newton.”  In definitiva, le costellazioni sono bellissimi inganni prospettici utili per orientarsi e comprendere la forma della Via Lattea.

La Mostra

L’esposizione si configura come un affascinante percorso interconnesso, dove l’infinito del cosmo si fonde con la materia, la tradizione e l’introspezione psicologica attraverso lo sguardo di cinque straordinarie artiste e altrettante gigantografie di amatori.

Una profonda riflessione filosofico-esistenziale è di Cettina Prezioso, che ha esposto l’opera “L’albero degli Infiniti Mondi e del Libero Arbitrio”. Realizzata per il Consorzio Cartapesta Nolana, la scultura si configura come un potente omaggio al pensiero visionario del filosofo Giordano Bruno. L’albero, simbolo ancestrale di connessione tra terra e cielo, diventa qui una metafora visiva della conoscenza e della scelta. Attraverso la plasticità e la leggerezza della cartapesta, l’artista plasma un’opera in cui i rami si estendono verso l’infinito dei mondi possibili, celebrando la libertà dell’intelletto umano capace di svincolarsi dai dogmi e di esplorare l’ignoto.

Il dialogo con la materia continua con Annamaria Vallario, che propone una narrazione cosmica fortemente suggestiva. Al centro del suo spazio espositivo brilla l’opera di design intitolata “La notte e il giorno”, una creazione interamente in cartapesta che gioca sui contrasti cromatici, sulla dualità del tempo e sui cicli della natura. A completare e arricchire questa narrazione, Vallario affianca altre due opere realizzate a rilievo con un denso impasto di carta. Queste ultime sculture materiche rappresentano visivamente l’umanità proiettata verso l’universo: un’umanità che non è semplice spettatrice del cosmo, ma che tende attivamente verso di esso, cercando risposte e legami nelle profondità dello spazio.

Maria De Riggi cattura l’essenza più dinamica degli astri affidandosi alla Fluid Art. Questa tecnica pittorica astratta, basata sullo scorrimento e sulla miscelazione spontanea di colori acrilici fluidi direttamente sulla tela, esclude l’uso del pennello. I colori si fondono creando forme uniche e irripetibili, lasciando totale libertà all’immaginazione dello spettatore. Alla mostra l’artista ha presentato un trittico di grande impatto emotivo:

“Frammento d’Universo”: Uno scorcio di infinito in cui materia, luce e oscurità convivono in perfetto equilibrio. Su questa base astratta, l’artista è intervenuta con acrilico e inchiostro per definire i profili di un pianeta e di un albero, simboli universali del legame indissolubile tra il cosmo e la vita sulla Terra.

“Vibrazioni”: Un’opera che traduce visivamente il movimento continuo e invisibile dell’energia, quella stessa forza vitale che attraversa simultaneamente la natura, l’animo umano e il macrocosmo.

“Galassia Fenice”: Una deflagrazione di luce e colore che racconta una galassia in piena evoluzione. Proprio come la mitologica fenice che rinasce dalle proprie ceneri, il cosmo si rigenera costantemente, dando origine a nuova materia, nuova vita e infinite possibilità.

Il legame con la storia e il territorio è il fulcro della ricerca di Lucia Rossi, che compie un poetico omaggio alle Basiliche Paleocristiane. La sua opera è un vero e proprio ponte temporale, realizzata sulla pregiata carta bigia fatta a mano ad Amalfi, un supporto che custodisce ben 800 anni di gloriosa tradizione cartaria. Su questa superficie materica, l’artista evoca le atmosfere cromatiche e la forza espressiva della Notte Stellata di Van Gogh, mescolandole però alla tenerezza e al dolore di una Pietà moderna. Il soggetto si trasforma in una preghiera intima tesa sotto un cielo in perenne movimento. Il risultato finale è un perfetto connubio di materia, luce e silenzio, un’opera dal profondo impatto spirituale.

Nel percorso troviamo l’opera concettuale in acrilico e foglia oro dal titolo fortemente evocativo: “Comm’è doce stu cafè, ma a me me pare tè”, di Celeste Napolitano. Dietro l’apparente ironia del titolo si cela una raffinata rappresentazione della luce cosmica e della condizione femminile. L’opera mette in scena la figura di una donna che desidera ardentemente fuggire dal rumore e dal vuoto chiacchiericcio della società per rifugiarsi nel silenzio dei propri pensieri. Sullo sfondo si stagliano due fogli decorati con farfalle, chiaro simbolo di libertà e di metamorfosi, affiancati da pianeti che evocano l’infinito dell’essere umano. I pensieri della protagonista, così come gli astri, superano i confini opprimenti della realtà quotidiana per espandersi verso l’assoluto.

 La bellezza di questo incontro è risieduta tutta nel contrasto: sotto i piedi le rovine della storia umana, sopra la testa il ciclo infinito della materia cosmica. Grazie al connubio tra il rigore scientifico e l’estro artistico, il cielo sopra Cimitile è diventato un libro aperto, regalando ai presenti una notte di refrigerio, cultura e profonda meraviglia.

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Adelina Mauro
“Sono un'insegnante e amo profondamente il mio lavoro. Due cose segnano la mia vita: Famiglia e Scuola. Credo nella bontà, nell’umiltà, nell’amore per il prossimo. Questi gli stimoli del mio impegno quotidiano affinché la vita sia veramente degna di essere vissuta. Amo leggere, viaggiare e preferisco scrivere”.