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Covid-19, seconda ondata: le preoccupazioni di una madre. Intervista alla dott.ssa Felicia Tufano

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Palma Campania, 25 Novembre – La dott.ssa  Felicia Tufano, mamma di tre figli iscritti alle scuole di Palma Campania, paese di appartenenza, titolare della Parafarmacia Elisir, sta vivendo la seconda ondata di pandemia da covid19, con tutte le preoccupazioni di mamma e lavoratrice. Non si è mai totalmente preparati quando ci si ritrova a combattere con un nemico invisibile, sebbene sembra di rivivere un dejà-vu.

Purtroppo, il covid non perdona e continua a causare lutti e ad indebolire il sistema sanitario, a mettere in ginocchio l’intera economia, e a privare della libertà. Ci si ritrova tutti prigionieri senza colpa, si sente il peso di una normalità stravolta, in cui non ci si può più stringere, abbracciare, stare vicini come prima.

 

Da genitore di figli studenti come sta vivendo questo periodo di ansia e paura, come del resto per la maggior parte di genitori?

“Siamo riusciti a superare la prima ondata, consapevoli che ce ne sarebbe stata un’altra durante il periodo invernale, magari illudendoci di non essere così contagiosa da tenere i figli a casa, privati della socializzazione e della vicinanza del loro mondo scolastico.

Il primo dei miei tre figli, di 14 anni, ha iniziato quest’anno scolastico, il liceo musicale “Antonio Rosmini”, il secondo di dodici anni è in seconda secondaria di 1° grado alla scuola “Vincenzo Russo” e la piccolina doveva iniziare la scuola dell’Infanzia all’ “I.C. A. De Curtis”, ma per ovvi motivi ho preferito tenerla a casa. Il più grande era entusiasta di poter iniziare in presenza questo nuovo percorso di studi, soprattutto perché suonare uno strumento con un professore da remoto, risulta non molto semplice. Nonostante ciò ha compreso l’importanza del rispetto delle regole e del sacrificio e tutti i giorni segue la DAD con assiduità e voglia di imparare. Anche il secondo avrebbe voluto frequentare in presenza, ma di buon’ora la mattina si sveglia per venire con me e il fratello nella mia parafarmacia per seguire le loro lezioni a distanza. Non nego di sentirmi più serena sapendoli a casa sicuri e protetti dal virus, ma comprendo l’importanza del rapporto umano e della socializzazione”.

 

Come si svolge la mattinata scolastica, dei tre studenti?

“Ho organizzato ad ognuno di loro una postazione che potesse essere confortevole tale da non essere disturbati. Fortunatamente il lavoro costante degli insegnanti sta permettendo loro di andare avanti con il programma e di riuscire a comunicare anche davanti al computer con l’intera classe virtuale. Quando la piccola deve collegarsi, perché invitata dalle maestre che avvisano i genitori, la porto con me, altrimenti quando è possibile resta a casa col padre che il più delle volte fa smartworking. Purtroppo non posso contare più sull’aiuto dei nonni che stanno subendo impotenti l’effetto incontrollabile di questo virus e mi ritrovo a dover gestire la situazione a volte anche con orari di lavoro strani, che mi portano qualche volta a rimanere bloccata a casa per stare con la piccola, quando mio marito deve lavorare e non può tenerla. E questa è la situazione di tante altre mamme lavoratrici con genitori-nonni di una certa età. – La dott.ssa Tufano continua le sue esternazioni- Da quando è nata la piccola è sempre stata con me, nella parafarmacia, le ho organizzato una stanza con la culla e i suoi giochi, ma dagli inizi di marzo con i primi casi di covid a Palma Campania, non la porto più con me, perché significherebbe farle avere il contatto ravvicinato con le persone e soprattutto senza protezione. Io e mio marito ci organizziamo giorno per giorno con gli orari da dedicare alla piccola la mattina, mentre nel pomeriggio la lascio tranquillamente con i suoi fratelli, per andare a lavorare. Loro riescono a prendersi cura di lei amorevolmente e con responsabilità, sono fortunata ad avere dei figli maturi e quindi consapevoli e pronti a dare sempre una mano”.

Per la dottoressa come per le tante mamme lavoratrici non è semplice gestire tali situazioni, la sera la stanchezza si fa sentire, ma prendersi cura dei propri figli rende felici fa sentire utili, essi sono la vita. Per loro si superano mille ostacoli.

 

Che cosa la scoraggia sul posto di lavoro in questo clima di insofferenza?

“Quello che invece mi scoraggia è non saper dare risposta ai miei figli e ai miei clienti, quando mi chiedono “Quando finirà tutto questo?” Cerco di rincuorarli dicendogli: “Arriverà presto il vaccino. Non perdete la speranza, nel frattempo siate prudenti, uscite il meno possibile, rispettate le regole, indossate correttamente le mascherine, igienizzate spesso le vostre mani, rispettate le distanze”. Stavolta rispetto alla prima ondata si è più preoccupati perché bisogna saper distinguere il covid dall’influenza stagionale e le persone si allarmano ai primi malesseri delle alte vie respiratorie. Mi chiedono il farmaco miracoloso, ma quello che consiglio è di rafforzare il loro sistema immunitario con prodotti naturali, mangiare sano ed equilibrato e confidare nel loro buon senso.

Nel nostro paese i contagi stanno aumentando, il virus si sta diffondendo velocemente tra i nostri concittadini e lavorare con questo clima non è molto rassicurante. Non nego di essere preoccupata, seguo scrupolosamente tutte le norme igienico sanitarie, ma nonostante tutto, il pensiero di essere contagiata mi desta preoccupazione per me, per i miei figli e per la mia famiglia.  La paura di essere esposti al contagio senza riuscire a reperire le mascherine e altri dispositivi protettivi, questo almeno per il momento risulta superato, siamo approvvigionati e non c’è più l’incognita dei prezzi della prima ondata. Le continue telefonate nel chiedere guanti, gel igienizzanti, alcool, termometri infrarossi, sembra un lontano ricordo”.

 

Purtroppo la paura dopo la pausa estiva è ritornata. Come la vivono i suoi clienti?

“La leggo negli occhi delle persone che entrano e mi chiedono consiglio. Mamme preoccupate per i loro figli e per una prossima riapertura delle scuole, signore anziane che mi chiamano per farsi preparare la consegna così da evitare le file che l’ingresso contingentato determina, ragazzi preoccupati per i loro genitori che hanno problemi respiratori e vogliono essere rassicurati se è solo influenza, e c’è anche chi ha ancora difficoltà nel credere in questa pandemia e nelle possibilità di un contagio, idee che non trovano riscontro nella realtà.

La dottoressa Tufano come tanti farmacisti sta facendo del suo meglio nel fornire corrette informazioni, gestire le paure e il panico dei suoi clienti, assicurando un’assistenza farmaceutica costante. Le chiediamo se si abbandona allo sconforto“Lacrime? Qualche volta, presa dallo sconforto cedo allo stress e condivido il dolore dei miei clienti che hanno perso un familiare, come se fossimo una famiglia. Il mio operato non è lontanamente paragonabile a quello dei medici e infermieri che rischiano la vita stando ogni giorno a stretto contatto con gli ammalati. Ogni sera, quando spengo le luci della mia attività, sono contenta di aver ascoltato e rassicurato le persone e questo ripaga tutte le difficoltà che sto attraversando. Ritorno a casa contenta di rivedere la mia famiglia, non posso abbracciarli e baciarli come di consueto, ma mi basta vedere che stanno bene, che sono tranquilli e sereni.

Stiamo tutti perdendo qualcosa, vorremmo tutti essere più liberi, purtroppo il sacrificio è indispensabile, Pensiamo che presto tutto questo finirà e potremmo ricominciare la vita di tutti i giorni, non uguale a prima, ma meglio di prima perché ci avrà resi più forti ed uniti. Confido in tempi migliori”.

 

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