Roma, 26 Giugno – “Il nuovo Parlamento” che si insedierà a metà luglio è “frutto delle indicazioni espresse nelle urne, che hanno rappresentato una tappa molto importante nella storia d’Europa da cui trarre importanti indicazioni” date anche da “tutte le forze politiche: in questi mesi tutti hanno sostenuto la necessità di un cambiamento nelle politiche Ue, nessuno ha detto che sarebbe stato sufficiente mantenere lo status quo. Tutti hanno concordato su un punto: l’Europa deve intraprendere una direzione diversa rispetto al posizionamento preso finora”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo che si terrà domani e dopodomani a Bruxelles. Il nuovo presidente della Commissione europea, secondo Meloni, dovrebbe “pensare a una delega specifica sulla sburocratizzazione per dare un segnale”.

Tra i cittadini europei il gradimento delle istituzioni europee è “intorno al 45%. ”Mentre la disaffezione si è plasticamente materializzata con astensionismo in forte crescita”, ha aggiunto la premier, ricordato il dato italiano di partecipazione al voto “più basso di sempre”.

“La percezione che hanno avuto gli italiani e gli europei è di una Unione troppo invasiva che pretende di imporre come guidare quanta terra coltivare come” va ristrutturata “la casa” e “mentre cerca di normare tutto finendo anche con il rischio di omologare culture, specificità geografiche e sociali, rimane più debole sugli scenari globali, con il risultato di rendersi sempre più vulnerabile agli choc esterni”.

L’Europa ora ha un “compito arduo: ripensare le sue priorità, il suo approccio e la sua postura”. Accompagnata alla “necessità di fare meno e fare meglio”, ha continuato la premier. “Lasciare decidere agli Stati nazionali ciò che non ha bisogno di essere centralizzato”.

Una indicazione arrivata dal voto per le elezioni europee, dice Meloni, è di “rimettere mano alle norme più ideologiche del green deal e assicurando neutralità tecnologica: vogliamo difendere la natura con l’uomo dentro, spesso in questi anni si è fatto il contrario, sfruttando tutte le tecnologie disponibili”, sottolineando che è intenzione del governo puntare a rimettere mano anche alla “direttiva sulle case green”.

“Il ‘Next generation’ rischia di non esistere. – ha continuato nel suo intervento Giorgia Meloni -. Una delle grandi rivoluzioni che l’Europa del futuro deve portare avanti è quella di sostenere con forza la sfida demografica e il governo intende battersi affinché il tema della natalità sia specificatamente inserito tra le priorità dell’agenda strategica” dell’Ue. “L’Europa ora deve porsi il problema di come considerare gli investimenti per la natalità: ogni euro speso per la natalità crediamo sia un euro speso in modo produttivo, in Italia come in Europa”.

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