Paura sulla Circumvesuviana: incendio su un treno della linea Napoli-Sorrento, circolazione interrotta

Napoli, 21 Luglio – Ancora una giornata di paura e disagi sulla linea ferroviaria Napoli-Sorrento, la più battuta da pendolari e turisti. Un incendio sviluppatosi attorno alle 13 su un treno in transito nei pressi della stazione di Villa Regina ha costretto all’interruzione della circolazione tra Torre Annunziata e Castellammare. Nessun ferito, ma l’episodio riaccende – è il caso di dirlo – l’attenzione su una crisi che da anni corrode la Circumvesuviana.

Secondo le prime ipotesi, le fiamme potrebbero essere partite da un vano dell’impianto di condizionamento. Ma è difficile parlare di semplice “guasto tecnico” quando l’ennesimo incidente si inserisce in una lunga serie di malfunzionamenti, ritardi, soppressioni e criticità sistemiche.

L’Ente Autonomo Volturno ha predisposto bus sostitutivi, e ha ripristinato solo da poco la tratta Torre del Greco–Boscotrecase, anch’essa colpita da problemi nelle stesse ore. Soluzioni-tampone che però non bastano più a nascondere la portata del disservizio quotidiano.

A denunciarlo con forza sono i comitati di viaggiatori, da anni in prima linea nel chiedere sicurezza, efficienza e trasparenza. “Non si può rischiare la vita per prendere un treno”, scrivono in una nota congiunta. I toni sono duri, ma lo sdegno appare più che giustificato. “La dirigenza EAV esulta per i bilanci in attivo – accusano – ma ignora il fallimento della sua missione pubblica. Nonostante centinaia di milioni investiti, il servizio resta inaffidabile e pericoloso.”

Turisti, studenti, lavoratori: tutti ostaggi di una linea che avrebbe dovuto rappresentare un’eccellenza del trasporto regionale, e che invece è diventata il simbolo di una gestione miope e autoreferenziale. E mentre l’azienda si rifugia nei numeri, il territorio paga in sicurezza, tempo perso e dignità negata. Il rogo di oggi è stato domato. Ma resta acceso l’incendio ben più grave della sfiducia. E quello, purtroppo, non si spegne con un estintore.

Servono risposte strutturali, non solo tecniche. Serve un’assunzione di responsabilità politica e manageriale, una governance che metta al centro non solo i bilanci ma la vita quotidiana di migliaia di persone. Serve, soprattutto, una visione: di mobilità pubblica come diritto, non come emergenza continua. Perché finché la normalità sarà un treno che non prende fuoco, allora qualcosa, nel sistema, è già fallito.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.