Napoli, 28 Gennaio – La Procura di Roma ha notificato un avviso di garanzia alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano. L’iniziativa è legata alla gestione del rimpatrio del generale libico Mohammed Almasri, un caso che ha scatenato polemiche politiche e mediatiche.
Il caso Almasri – Il generale Almasri, accusato di crimini gravissimi dalla Corte penale internazionale, tra cui torture, violenze sessuali e omicidi, è stato arrestato a Torino il 18 gennaio scorso. Tuttavia, l’arresto non è stato convalidato e, dopo 96 ore, Almasri è stato espulso dall’Italia. Scortato da agenti armati, è stato imbarcato su un volo di Stato e riportato a Tripoli, dove è stato accolto come un eroe, tra grida di scherno nei confronti dell’Italia.
Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno Piantedosi in Parlamento, l’espulsione è stata decisa perché Almasri era ritenuto un “soggetto pericoloso”. Ma la gestione del rimpatrio ha attirato l’attenzione della magistratura, che ora indaga per favoreggiamento e peculato.
Meloni risponde alle accuse – La premier Meloni ha reagito con un video pubblicato sui suoi canali social in cui ha mostrato l’avviso di garanzia e ha denunciato quella che definisce una “strumentalizzazione politica”. “Il procuratore Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha inviato un avviso di garanzia insieme ai ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano. Presumo sia frutto di una denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, un ex politico vicino a Romano Prodi noto per aver difeso pentiti come Buscetta e Brusca,” ha dichiarato Meloni.
Nel video, Meloni ha ribadito la sua determinazione: “Non sono ricattabile e non mi faccio intimidire. È possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore, ma proprio per questo andrò avanti per difendere gli italiani e la sicurezza nazionale.”
L’azione della Procura – La comunicazione di “iscrizione nel registro delle notizie di reato” è firmata dal procuratore Lo Voi. Gli atti sono stati trasmessi al tribunale dei ministri, l’organo competente per i procedimenti che coinvolgono membri del governo nell’esercizio delle loro funzioni.
La vicenda alimenta il dibattito politico – Il caso Almasri rappresenta un nuovo capitolo nelle tensioni tra il governo e la magistratura. Da una parte, il governo difende la gestione del rimpatrio come una necessaria azione per garantire la sicurezza nazionale. Dall’altra, l’opposizione e alcuni osservatori sollevano interrogativi sulla regolarità dell’operazione e sulle sue implicazioni internazionali.
La vicenda è destinata a rimanere al centro del dibattito politico e giudiziario nelle prossime settimane, mentre il tribunale dei ministri sarà chiamato a esprimersi sulle accuse.
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