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Casal Velino, estate rovente: sovraffollamento in spiaggia sfocia in una rissa a colpi di ombrelloni

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Marina di Casal Velino, 12 Agosto – Colpi di ombrelloni in spiaggia per aggiudicarsi il fatidico posto all’ombra… È sorprendente come il sovraffollamento sulle spiagge libere, di questi periodi, faccia scatenare l’improvvisa irritabilità tra vicini di ombrellone.

Delimitare lo spazio del proprio relax è la base per una serena vacanza; basta rispettare le regole del buon vicinato, evitando di incorrere in una crisi di nervi. Un elemento chiave da considerare, nasce dalla frase di una canzone di Battisti: “un tuffo dove l’acqua è più blu” che potrebbe aiutare dunque, a controllare gli impulsi di asfissia procurati al vicino di ombrellone. Succede a Casal Velino, (nota località balneare del Cilento),la causa principale, a quanto sembra, le temperature alte, che influiscono sul sistema nervoso, causando risse indegne e ingestibili.

Sono passate da poco le 12.00, esattamente quelle di fuoco, quando nella cosiddetta zona chiamata eufemisticamente “spiaggia libera”, è nata, all’improvviso, una furiosa rissa a colpi di ombrelloni. Un incomprensibile diverbio verbale, scatena l’inverosimile, nonostante la presenza di numerosi bambini.

Un posto presumibilmente occupato, con un ombrellone chiuso che denota chiaramente uno spazio “conquistato” poche ore prima. Poi, di punto in bianco, sopraggiunge il bagnante, posiziona un telo, la sdraio e il famigerato ombrellone. Tutto sembra procedere nella normale tranquillità, quando all’arrivo del proprietario dell’ombrellone chiuso, inizia un susseguirsi di parole offensive: addio tranquillità!

Ma dopo un lungo e vivace diverbio, che rischiava di degenerare in una preoccupante situazione, tutto finisce con una stretta di mano, grazie all’intervento di altre famiglie.

In conclusione, è utile osservare che il legislatore, nel secondo comma dell’art. 588 c.p., ha preveduto una circostanza aggravante speciale di tipo oggettivo per la quale è stabilito un aumento di pena (reclusione da tre mesi a cinque anni) nel caso in cui a seguito della partecipazione alla rissa, immediatamente o in conseguenza di essa, vi sia la morte o la lesione personale del soggetto passivo. Più in particolare, la predetta circostanza è posta a carico di tutti i soggetti che hanno preso parte alla rissa, compreso quello che ha riportato lesioni. Non è questo caso in oggetto, ma la domanda nasce spontanea: vale la pena imbattersi in situazioni che potrebbe scatenare l’inverosimile?

 

 

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