Salerno, 6 Giugno – Si è svolta ieri a Salerno la cerimonia per il 211° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, istituita nel 1814 come “Corpo dei Carabinieri Reali” con le “Regie Patenti”. Una giornata intensa e carica di significato, scandita da momenti di memoria, riconoscimenti e riflessioni sui valori fondanti dell’Arma.

Le celebrazioni hanno preso il via al Comando Provinciale con una solenne commemorazione in onore dei carabinieri Claudio Pezzuto e Fortunato Arena, Medaglie d’Oro al Valor Militare alla memoria, uccisi in servizio il 12 febbraio 1992 a Pontecagnano Faiano. Il comandante provinciale, colonnello Filippo Melchiorre, ha deposto un omaggio floreale ai piedi delle lapidi dedicate ai due militari, all’ingresso della caserma che ne porta il nome.

Nel pomeriggio, al “Lido del Carabiniere”, si è tenuta la cerimonia militare con la partecipazione di un Reparto di formazione in armi, comprendente anche Comandanti di Stazione e rappresentanti dei reparti speciali dell’Arma presenti sul territorio salernitano.

Durante l’evento, il colonnello Melchiorre ha reso gli onori ai caduti, letto il messaggio del Presidente della Repubblica e l’ordine del giorno del Comandante Generale. Ha quindi conferito encomi a 22 militari distintisi in operazioni complesse di polizia e pubblico soccorso, tra cui Filippo D’Alù, Pasquale Santoriello, Alberta Zito e altri.

Nel suo intervento, il comandante ha illustrato i risultati operativi nella tutela delle fasce deboli e nella difesa dell’ambiente, evidenziando il ruolo centrale dell’Arma in un territorio come quello salernitano, ricco di patrimonio naturalistico. Ha infine rivolto un messaggio ai suoi uomini, richiamando i valori di credibilità, gentilezza, umiltà e spirito di squadra. “Essere credibili – ha detto – significa essere un punto di riferimento affidabile; la gentilezza è la chiave di una sicurezza fatta anche di umanità”. Citazione finale, un richiamo ispirato a San Francesco d’Assisi: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Alla cerimonia hanno preso parte le massime autorità provinciali, rappresentanti civili, militari e religiosi, familiari delle vittime dell’Arma, sindaci con gonfaloni, associazioni combattentistiche e una delegazione di studenti delle scuole salernitane.

L’anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri – in questo caso il 211° – non è semplicemente una ricorrenza storica, ma un’occasione per guardare al profondo impatto che questa istituzione ha sulla società italiana, nazionale e locale. Nata nel 1814 come Corpo dei Carabinieri Reali, l’Arma è stata concepita fin da subito come presidio dello Stato, preposto all’ordine interno e alla sicurezza pubblica. Oggi, a oltre due secoli di distanza, continua a incarnare la medesima missione: presidio capillare del territorio, vicinanza ai cittadini e garanzia del rispetto delle leggi, pur adattandosi alle nuove sfide sociali e ambientali.

Come evidenziato in numerosi discorsi ufficiali, tra cui quello del Presidente Bardi per il medesimo anniversario, l’Arma è percepita come “sinedrio di sicurezza, legalità e coesione sociale”. Le stazioni locali rappresentano luoghi di fiducia, ascolto e solidarietà. Il valore simbolico della loro presenza costante rinforza quel senso di rassicurazione che tutta la comunità attende. Celebrazioni come quella di Salerno – con la commemorazione di Pezzuto e Arena, Medaglie d’Oro al Valor Militare – sono un richiamo costante al sacrificio e al coraggio. Onorare questi caduti non è un gesto sterile, ma serve a ispirare generazioni a incarnare valori quali l’altruismo, il senso del dovere e la dedizione nei momenti difficili.

Il discorso del comandante provinciale Melchiorre ha posto l’accento su temi attuali: protezione delle fasce deboli, tutela dell’ambiente, prevenzione del crimine e servizio sociale. Questo trasferisce un messaggio evidente: l’Arma non si limita al mantenimento dell’ordine, ma agisce come facilitatore della coesione sociale e della protezione della comunità, specialmente in territori sensibili come quelli della provincia di Salerno, dal punto di vista ambientale e umano.

I valori richiamati durante l’evento – credibilità, gentilezza, umiltà, spirito di gruppo – richiamano una visione moderna della sicurezza: non un rapporto di forza unilaterale, ma una relazione di fiducia tra forze dell’ordine e cittadini. Una relazione basata non sulla distanza, ma sulla prossimità, sulla disponibilità e su forme di protezione fondate su umanità e apertura. In definitiva, il 211° anniversario serve a rinvigorire l’identità dell’Arma e il suo legame con la comunità. Non è solo una festa, ma un patto rinnovato tra istituzione e cittadini: un invito a riconoscerne il ruolo imprescindibile in un mondo in continua evoluzione. È la testimonianza che – come recita una frase spesso citata – compiendo con costanza ciò che è necessario, si può arrivare a realizzare l’“impossibile”.

 

 

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.