Napoli, 14 Luglio – “Il sistema portuale campano rappresenta un’infrastruttura strategica per l’economia della nostra regione e dell’intero Mezzogiorno. Per questo ho presentato una mozione che impegna la Giunta regionale a intervenire nel confronto sulla riforma nazionale dei porti, tutelando il ruolo della Campania, l’autonomia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e la qualità del lavoro”. Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Saiello.

“Il disegno di legge all’esame del Parlamento – prosegue Saiello – prevede la costituzione di “Porti d’Italia S.p.A.”, un soggetto centralizzato che rischia di ridimensionare le competenze delle Autorità di Sistema Portuale e il ruolo delle Regioni. Una scelta che potrebbe sottrarre ai territori risorse fondamentali per infrastrutture dell’ultimo miglio, digitalizzazione, sicurezza e servizi”.

“La portualità incide sulla programmazione infrastrutturale, sull’occupazione, sulle attività produttive e sulla competitività regionale. Chiediamo quindi alla Giunta di assumere una posizione chiara in Conferenza Stato-Regioni e di aprire un confronto con Governo, Parlamento e parti sociali, portando nel dibattito nazionale le esigenze dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia”.

“Con la mozione chiediamo inoltre di contrastare ogni ipotesi di riduzione delle risorse derivanti dalle tasse portuali locali, tutelare il demanio marittimo come bene comune e garantire stabilità, sicurezza, formazione e applicazione del contratto collettivo nazionale. La modernizzazione dei porti non può tradursi in dumping contrattuale, precarizzazione o perdita di competenze professionali. La riforma Meloni rischia di produrre ricadute pesanti sulle opportunità occupazionali, sulla sicurezza e sulla tenuta di migliaia di posti di lavoro, con conseguenze dirette sulle lavoratrici e sui lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema portuale campano”.

La proposta nasce anche dalle preoccupazioni emerse durante l’iniziativa “Avanti Porto, la Governance del Bene Comune”, promossa a Napoli dalla FILT-CGIL Nazionale e dalla FILT-CGIL Campania.

“La riforma deve nascere dall’ascolto di chi vive e fa funzionare ogni giorno i nostri porti, salvaguardando investimenti, imprese e migliaia di posti di lavoro. Difendere l’autonomia del sistema portuale campano significa difendere una delle principali leve di sviluppo della nostra regione”.

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