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Campania, Sanità. Ciarambino (M5S):”Regione subalterna a privati. Paghiamo cliniche pieno per vuoto”

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Videoconferenza con la capogruppo regionale Ciarambino, la senatrice Castellone e il deputato Provenza: “De Luca stipula accordo in contrasto con le norme del Governo. Mail offensiva di Aiop contro direttori di distretto che non si adeguano”. Presentato esposto alla Corte dei Conti

 

 

Napoli, 15 Maggio – “Le ‘fritture di pesce’ di Vincenzo De Luca sono tornate alla ribalta camuffate da emergenza Covid e il manifesto politico di Vincenzo De Luca, di assoluta subordinazione della sanità pubblica a quella privata, si è pienamente compiuto. Decine di milioni di soldi pubblici sono quelli che la Regione Campania ha riconosciuto alla sanità privata sulla base di un accordo, stipulato il 28 marzo e integrato il 3 aprile, talmente svantaggioso per le tasche dei cittadini campani e talmente favorevole agli interessi della sanità privata che siamo stati costretti a presentare un esposto alla Corte dei conti e a fare una segnalazione al Ministero della salute, evidenziando che è in contrasto con le norme nazionali sul tema”. E’ quanto dichiarato dalla capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino, nel corso della conferenza stampa in video call di questa mattina con la senatrice Maria Domenica Castellone e il deputato Nicola Provenza, durante la quale è stato illustrato il contenuto di un esposto regionale a firma dei parlamentari M5S della Campania e dei consiglieri del Gruppo regionale M5S.

“In base all’accordo stipulato tra Regione e Aiop il 28 marzo – spiega Ciarambino – alle case di cura che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere pazienti Covid viene corrisposto il 95% di un dodicesimo del budget annuale, a prescindere dal valore della reale produzione, oltre a 700 euro a paziente in terapia subintensiva e 1200 euro in terapia intensiva e ai costi di farmaci e dispositivi di protezione. L’accordo sottoscritto il 28 marzo varrà per 3 mesi, da marzo a maggio, salvo rinnovo. Con il decreto liquidità dell’8 aprile, che fissa la quota al 70%, la Regione prima fa marcia indietro e si adegua alla norma nazionale, per poi stipulare il 3 maggio una nuova intesa che ribadisce la remunerazione del 95%”. Un dietrofront a cui non si adeguano tutti i direttori di distretto, e la prova è in una “lettera di cui siamo venuti in possesso – rivela Ciarambino – scritta da Aiop e inviata al governatore De Luca e al direttore per la tutela della Salute Postiglione, nella quale si denunciano scontri giornalieri con le Asl che rifiutano di attuare il protocollo e in cui sono presenti commenti che rasentano l’offesa. Inoltre viene stipulato un addendum al protocollo con la sanità privata che il conguaglio dare-avere tra Regione e cliniche private debba avvenire nel 2022. La sensazione è che si tratti di un’ipoteca elettorale e che in Campania – conclude Ciarambino – la sanità privata è in grado di orientare le scelte della Regione che diventa subalterna. Non contestiamo il privato in sé, piuttosto un accordo come questo: qual è il vantaggio per Regione e i cittadini?”.

“Il protocollo – sottolinea la senatrice Castellone – è in contrasto con il decreto del governo. Ho depositato una interrogazione al ministro della Salute Speranza per chiedere verifiche ed approfondimenti sulla questione. Si concretizza il serio rischio per la Regione di dover utilizzare risorse del proprio fondo sanitario regionale per pagare una mera messa a disposizione di strutture private e non già prestazioni sanitarie o altre prestazioni direttamente riconducibili alla emergenza epidemiologica”.

Sulla stessa linea il deputato Provenza, firmatario di due emendamenti al decreto liquidità in discussione nei prossimi giorni alla Camera tesi a rafforzare e rendere maggiormente trasparenti i criteri di accordo delle regioni con le cliniche private e delle relative remunerazioni. “L’amara constatazione – ha dichiarato Provenza – è che i pazienti cronici e tutti coloro che abbiano un bisogno assistenziale ordinario contribuiscano a sostenere i livelli occupazionali del privato e del pubblico senza ricevere in cambio la tutela del proprio diritto alla salute, costituzionalmente garantito”.

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