Napoli, 4 Ottobre – «Le dichiarazioni di Fulvio Martusciello contro l’apertura proposta da Roberto Occhiuto confermano una concezione divisiva della politica: chi ha la responsabilità di unire, allargare e rafforzare Forza Italia continua a indicare porte da chiudere e interlocutori da respingere. Una linea che rischia di isolare il partito e che contraddice profondamente la lezione di Silvio Berlusconi». Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Annarita Patriarca e Pino Bicchielli e il senatore Raffaele De Rosa.
«Dal 1994 e per tutta la sua esperienza politica, Berlusconi ha lavorato per costruire una casa sempre più grande, capace di accogliere culture, sensibilità e percorsi differenti intorno a un progetto comune. La sua forza consisteva nel trasformare le distanze in dialogo e il dialogo in alleanze. Ridurre oggi questa prospettiva alla caricatura del “calciomercato” significa rinunciare proprio a quella capacità di attrazione che ha reso Forza Italia protagonista della politica italiana. Nessuno chiede di cancellare il passato o di rinunciare alla nostra identità. Ma la serietà di una proposta politica si misura sui valori condivisi, sui programmi e sugli impegni per il futuro.
Se ogni polemica del passato diventasse un veto perpetuo, molte delle convergenze costruite dallo stesso Berlusconi sarebbero state impossibili. La politica richiede visione, non un archivio di dichiarazioni da utilizzare per impedire qualsiasi apertura. C’è poi una questione di coerenza che Martusciello non può eludere. Come concilia questa intransigenza con la vicinanza politica a una figura estranea alla realtà campana, oggi tra i suoi riferimenti più stretti, come l’imprenditore Gianfranco Librandi, che in passato ha ripetutamente attaccato duramente Silvio Berlusconi? Perché quelle posizioni dovrebbero impedire il dialogo con gli interlocutori indicati da altri e diventare irrilevanti quando riguardano chi gli è vicino? Chi pretende di impartire lezioni sull’identità del partito deve applicare anzitutto alle proprie scelte i criteri che invoca.
Il rispetto per Berlusconi non può diventare un metro variabile secondo le convenienze del momento. Sul piano politico, attribuiamo a Martusciello la responsabilità della profonda frattura che oggi attraversa Forza Italia in Campania. Vorremmo evitare che la stessa logica venisse ora estesa al resto del Paese: Forza Italia ha bisogno di ricomporre e crescere, non di moltiplicare le fratture. Il consenso si costruisce coinvolgendo, valorizzando e convincendo. Alzare muri non è una prova di forza: è una rinuncia alla crescita. Berlusconi ci ha insegnato ad aprire, convincere e unire. Usarne il nome per giustificare una politica di chiusura significa contraddirne l’eredità. Forza Italia merita una guida capace di allargare il suo futuro, non di restringere il suo presente».
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