Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Dda di Napoli: ricostruito un presunto sistema di frodi fiscali, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti.

Napoli, 17 Luglio – Un articolato sistema di frode sui bonus fiscali, seguito da un sofisticato meccanismo di riciclaggio internazionale attraverso la cosiddetta “banca occulta”, è stato smantellato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo superiore a 21 milioni di euro nei confronti di sette persone ritenute vicine al clan dei Casalesi, fazione Schiavone.

Secondo gli investigatori dei nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna, gli indagati avrebbero realizzato un articolato sistema basato sulla creazione di crediti d’imposta inesistenti, sfruttando pratiche per bonus fiscali intestate a soggetti compiacenti. Dopo aver acquisito le credenziali Spid degli intestatari, il gruppo gestiva direttamente i relativi cassetti fiscali, operando senza il loro intervento.

I crediti fiscali fittizi venivano successivamente monetizzati e trasferiti attraverso una rete di operazioni finanziarie studiate per rendere difficile la ricostruzione dei flussi di denaro. Parte delle somme transitava anche su conti correnti in Cina, per poi rientrare nella disponibilità del sodalizio criminale mediante il sistema dell’underground banking, noto come “banca occulta”, un circuito informale che consente di movimentare denaro tra diversi Paesi al di fuori dei canali bancari tradizionali e delle normative antiriciclaggio.

L’organizzazione, che aveva la propria base operativa nella provincia di Caserta, si sarebbe avvalsa anche di “corrieri” incaricati di ritirare e consegnare il denaro proveniente dalla frode, contribuendo così a ostacolare la tracciabilità delle operazioni e a occultare la reale destinazione dei proventi illeciti.

Il decreto di sequestro è stato emesso su richiesta della Procura di Napoli, rappresentata dal pubblico ministero Giuseppe Visone e dal procuratore aggiunto Michele Del Prete. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, aggravati dalla finalità di agevolare un’organizzazione di stampo camorristico.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire il reimpiego delle somme illecitamente accumulate nell’acquisto di beni mobili e immobili nel Casertano, in particolare nei comuni di Trentola Ducenta e Castel Volturno. I beni, intestati a prestanome, sono stati sottoposti a sequestro e comprendono immobili, una barca di quasi dieci metri equipaggiata con due motori fuoribordo, due automobili, una motocicletta e ulteriori crediti d’imposta ancora presenti nei cassetti fiscali delle imprese e delle società coinvolte. Il valore complessivo del patrimonio sequestrato supera i 21 milioni di euro.

L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle attività economiche riconducibili alla criminalità organizzata e conferma l’attenzione degli investigatori verso le frodi sui bonus fiscali, considerate uno dei più redditizi strumenti di infiltrazione della camorra nell’economia legale.

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Raffaele Ariola
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